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Con un incremento del 12% da inizio anno, Mosca è uno dei listini più vivaci tra gli EM. E non solo

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Entrare sul listino di Mosca? Negli ultimi tempi, nonostante i dati macro e il pesante embargo occidentale, qualche investitore sta mostrando un certo interesse, che si traduce in performance e volumi di scambi, nei confronti dell’equity russo. E non sembra essere una mossa azzardata. Se guardiamo al 2015 la Russia è stata sorprendentemente l’unica tra i principali Mercati Emergenti a registrare ritorni positivi in dollari: +5%, a fronte di un -6% segnato dall’India, -8% dalla Cina, -25% dal Sud Africa, – 30% dalla Turchia, -40% dal Brasile e una flessione complessiva del 15% dall’indice Emerging Markets. Il Paese, inoltre, ha fatto registrare la settima migliore performance (su 93) a livello globale da inizio anno, con un ritorno (in dollari) del 12%. Mosca ha dunque fatto meglio di tutti gli altri Paesi Sviluppati e peggio solo di alcuni Mercati Emergenti e di Frontiera, tra cui Turchia (16%) e Brasile (27%), che erano però rimasti molto indietro l’anno scorso. “Tutto ciò si traduce in una sovraperformance del mercato russo rispetto sia al benchmark di riferimento dei Mercati Emergenti (+10% circa) che dei Mercati Sviluppati (circa +15%) – spiega Jacob Grapengiesser, partner di East Capital – Tuttavia, i volumi e la performance sono ancora concentrati sui titoli a più ampia capitalizzazione, poiché le società di minori dimensioni cominciano a performare più tardi”. 
 Inflazione in calo e ripresa dei consumi
Che cosa ci sia alla base di questa performance e se sia destinata a durare nei prossimi mesi è la domanda che si è posto il team di East Capital. Il primo aspetto da esaminare è ovviamente il petrolio, in grado di influenzare gli asset russi. Il mercato azionario gode infatti di una correlazione positiva con il petrolio, al contrario di quanto accade sul fronte valutario e dei rendimenti obbligazionari. Ovviamente, fare una previsione sul petrolio è quasi impossibile, ma la curva dei forward, probabilmente l’indicatore più affidabile, lascia ipotizzare un andamento laterale nel corso del 2016. “Normalmente quando il prezzo del petrolio si stabilizza, a prescindere dal livello, sono altri i fattori che guidano gli asset russi – spiega Grapengiesser – Per primo il fatto che l’economia nazionale ha raggiunto il suo punto minimo e ci aspettiamo un rapido calo del tasso d’inflazione nel corso dell’anno, accompagnato da significativi tagli dei tassi e da un rimbalzo dei consumi“. I tassi d’interesse non sono infatti stati tagliati, ma i tassi reali si sono mossi dal -4% al +3%, suggerendo che ci sia abbondante spazio per una sforbiciata nei trimestri a venire. “La continua ripresa economica, sebbene da un punto di partenza molto basso, e i tagli dei tassi stanno contribuendo a disegnare uno scenario macroeconomico ragionevolmente di supporto“, dice Grapengiesser.
 
Il caso Aeroflot
Forse l’esempio più significativo di società che beneficia del contesto attuale è Aeroflot. A rigore, una compagnia aerea dovrebbe essere la più colpita da un contesto economico debole. Al contrario, la compagnia di bandiera russa è riuscita ad aumentare la sua quota di mercato dal 31 al 37% sfruttando la scarsa competizione locale e i passi indietro di qualche player straniero. Nel 2015, l’economia russa è infatti calata del 3,7%, ma Aeroflot ha trasportato il 13,2% in più di passeggeri e ha aumentato l’EBITDA espresso in rubli del 108%. Mentre il titolo ha guadagnato in sei mesi il 112% in rubli (101% in dollari). L’aspettativa per quest’anno è di un’ulteriore crescita del 12% in termini di passeggeri trasportati
 
Dividendi robusti
Secondo Grapengiesser un altro elemento strategico per gli investitori è la possibilità che le società statali aumentino la percentuale di dividendi da pagare dal 25 al 50% allo scopo di finanziare il budget, che è in deficit del 4-5%. “Questa scelta avrebbe un impatto significativo sul mercato, con alcune grandi imprese statali che registrerebbero dividendi da record intorno al 10% – spiega lo stategist – La Russia è già oggi uno tra i Mercati Emergenti a più alto dividend yield (4,8%): un aumento del tasso di payout delle imprese statali potrebbe portare questo dato al 6-7%“. Sono quindi numerosi gli elementi a sostegno della tesi che il mercato russo offrirà un potenziale di rialzo attraente, anche se concentrato su un numero selezionato di opportunità. “Ci sono certamente società che soffrono le condizioni attuali. Ma un evento dirompente sarà la comunicazione dei payout delle grandi società di Stato”, ribadisce il partner di East Capital.