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Classifica rischi aziende 2021: ansia lockdown da pandemia sempre al top, anche con vaccini. Tra altre minacce attacchi cyber e debiti fuori controllo

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Mai abbassare la guardia: anche se le vaccinazioni stanno consentendo la riapertura delle economie, e l’outlook per la crescita del Pil del 2021 è positivo, c’è ancora molto da fare per tornare al periodo pre-pandemia Covid-19.

I rischi che incombono sul mondo delle aziende, del business, sono diversi, come è emerso dal sondaggio lanciato da Allianz Risk Barometer, a cui hanno partecipato quasi 3000 esperti di gestione del rischio.

Gli esperti hanno elencato i 10 principali rischi sul business che gli imprenditori dovranno monitorare in questo 2021.

Il principale rischio di business individuato risiede nel “Business Interruption”, ovvero nel rischio che le attività di business vengano interrotte:

questo rischio ha raggiunto la vetta della classifica ben sette volte nell’ultimo decennio del sondaggio di Allianz, fattore che dimostra come la paura di uno stop delle attività economiche ossessionasse da tempo i leader aziendali, ben prima dell’esplosione dei contagi da coronavirus.

Nel caso specifico, l’interruzione è stata identificata con i problemi che la catena di approviggionamento sta sperimentando. Di fatto, molte aziende non stanno riuscendo a soddisfare le richieste dei consumatori, balzate con la fine del lockdown e con l’improvvisa impennata della propensione alla spesa.

L’offerta sta incontrando non pochi ostacoli a riuscire a soddisfare tutta questa domanda.

La recrudescenza della pandemia si conferma al secondo posto: le varianti Covid-19 d’altronde continuano a far notizia e l’altro spettro che le aziende temono è la reintroduzione di misure di restrizione che limitino i movimenti.

Al terzo posto compaiono gli attacchi cibernetici, più in generale gli incidenti cibernetici.

Altri rischi temuti: Mercati, guerre commerciali, deflazione, inflazione

Al quarto fanno la loro comparsa i cambiamenti che potrebbero manifestarsi nei mercati – vedi le ultime novità esplosive arrivate dalla Fed – come l’intensificarsi o meno della volatilità, il rafforzarsi della competizione con l’ingresso nel mercato di nuovi competitor, operazioni di M&A, quindi di fusioni e acquisizioni, episodi di stagnazione del mercato, fluttuazioni del mercato stesso.

Il quinto posto è occupato da cambiamenti di leggi e di normative sulla regolamentazione: sono particolarmente temuti le guerre commerciali, i dazi, il protezionismo, le sanzioni economiche, la Brexit e la disintegrazione dell’area euro.

Seste in classifica sono le catastrofi naturali, come alluvioni e terremoti.

Il settimo rischio per le imprese è rappresentato dagli incendi e dalle esplosioni.

All’ottavo posto compaiono gli sviluppi macroeconomici, che si possono manifestare con cambiamenti di politica monetaria, lancio di programmi di austerity, aumenti dei prezzi delle commodities, deflazione e inflazione.

Il nono rischio identificato è rappresentato dai cambiamenti climatici.

Al decimo posto compaiono i rischi politici e la violenza come, per esempio, l’instabilità politica, le guerre, il terrorismo, i disordini sociali e il saccheggio.

Allianz presenta il trio pandemico dei rischi

Il trio principale dei rischi, come si nota, include l’esplosione della pandemia, che è balzato di ben 15 posti nella classifica dei rischi, occupando il secondo posto. Anche con la distribuzione dei vaccini, il diffondersi incontrollato del virus e le nuove varianti rimangono fonti di forte preoccupazione. In crescita anche la paura dei crimini cibernetici che hanno provocato già un danno all’economia di $1 trilione, balzando del 50% rispetto ad appena due anni fa. Tra l’altro, la corsa alla digitalizzazione che ha interessato diverse economie in occasione della pandemia lascia le aziende sempre più suscettibili a incidenti cyber.

Insieme al rischio percepito numero 1, quello dei problemi alla catena di offerta, i due rischi su menzionati fanno parte del “trio pandemico dei rischi”.

Seguono altre minacce rappresentate dagli sviluppi di mercato, per esempio, che vedono protagonista, a fronte di un Pil globale che dovrebbe salire del 4,4% quest’anno, rispetto alla contrazione -4,5% del 2020, le aspettative di un debito mondiale che, nel lungo termine, è atteso volare al record di $277 trilioni.