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CdM infuocato, scontro Salvini-Conte. Fonti: da Lega avviso sfratto al premier

L’approvazione del decreto sicurezza slitta: la riunione dura tre ore, e alla fine è fumata nera anche per il decreto famiglia.

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“Tensione su Conte, la Lega ora alza la posta: avviso di sfratto al premier“. Così il quotidiano Il Messaggero commenta l’esito disastroso della riunione del CdM che si è svolta nella giornata di ieri. E non è l’unico. La crisi di governo campeggia in tutti i principali quotidiani italiani.
La Repubblica, per fare un esempio, apre con il titolo “Capolinea Italia”, emettendo un chiaro verdetto: “l’alleanza gialloverde è a fine corsa”.

D’altronde, l’esito del CdM è evidente: l’approvazione del decreto sicurezza slitta, alta è la tensione tra il premier Giuseppe Conte e il vice, ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini: la riunione dura tre ore, e alla fine è fumata nera sia per il decreto sicurezza che per il decreto famiglia.
Il decreto sicurezza, in particolare, si scontra con il no del presidente del Consiglio, che fa notare che sulla proposta del Viminale pesano dubbi non solo del governo, in particolare su migranti e sicurezza urbana, ma anche del Quirinale.
Così Il Messaggero descrive il retroscena:
“Salvini ha tentato subito di mettere il premier in un angolo chiedendogli conto delle perplessità degli uffici legislativi del Quirinale sul sicurezza-bis scatenando un nuovo braccio di ferro stavolta non con Di Maio ma direttamente con l’inquilino di palazzo Chigi che però ha retto obbligando la Lega a dover ammettere la necessità di un rinvio nella speranza di avere un nuovo Consiglio in settimana che però sarà molto difficile ottenere. Nel lottizzato ordine del giorno del Consiglio – con quattro punti a testa – l’articolato decreto sicurezza-bis figurava in testa, ma per Conte il testo «non sta in piedi» sotto il profilo costituzionale e del rispetto di alcuni trattati internazionali”.
Versione confermata anche dal Corriere:
“Salvini ha preteso di avere spiegazioni in dettaglio, Conte le ha fornite, una dopo l’altra, sciorinando tutti i suoi dubbi, non solo suoi, ma anche del Quirinale, sul decreo Sicurezza bis. Secondo il capo del governo non ci sono ancora i tempi né i presupposti per approvare i decreti cari alla Lega e ai Cinque Stelle”.
Fonti della Lega cercano di gettare acqua sul fuoco, rendendo noto che il Decreto sicurezza bis sarà approvato in settimana. Le fonti indicano che sono stati “accolti i suggerimenti” e, anche, che sono stati fatti “gli ultimi miglioramenti a un decreto che combatte camorristi, scafisti e teppisti, dando più forza e tutela alle forze dell’ordine”.
Dal canto loro, fonti del M5S affermano: “Prendiamo atto delle criticità sollevate sul decreto sicurezza e siamo pronti a risolverle al più presto, lavorando serenamente con la Lega. Questo fa un governo responsabile“.
Ma al di là delle apparenze, il Messaggero fa notare come Conte sia entrato ormai nel mirino della Lega, come hanno dimostrato, tra l’altro, le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.
“Salvini – scrive il quotidiano romano – vuol far piegare la testa al premier che fa da scudo al leader grillino. E così Conte sempre più frequentemente diventa la messa a terra di una maggioranza che scarica sul presidente del Consiglio le difficoltà a trovare una sintesi politica che il contratto di governo non prevede.
E l’avviso di sfratto viene confermato dallo stesso Giorgetti, stando a quanto riporta anche il quotidiano La Repubblica:
A chi mi dice che la stabilità è comunque un valore – afferma il sottosegretario leghista – dico che la stabilità non può essere parente dell’immobilismo. Ha senso se il governo produce, ma se è immobile e non produce niente di buono, allora la stabilità non può essere associata a un valore positivo. Lo ha se il governo assume un connotato riformatore”.
Tra l’altro, il sottosegretario si conferma grande assente della riunione del Cdm.