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CdM approva decreto fiscale dopo tensioni M5S-Lega, via lo scudo all’estero

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“Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa al termine del Cdm di sabato.

Apportate modifiche al testo che, secondo il vicepremier Luigi Di Maio, era stato manipolato da “una manina” nella parte in cui disciplinava la pace fiscale.

Il premier ha precisato che l’accordo prevede che “la Dichiarazione integrativa riguarda il 30% in più di quanto già dichiarato con il tetto di 100mila per anno d’imposta”. E che non ci saranno “scudi di sorta all’estero”.

“C’è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica”, ha continuato il presidente del Consiglio, aggiungendo che, “nella sostanza, ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto. A scanso di equivoci abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità”.