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Buffagni riaccende lo spread: ‘Rischiamo downgrade rating e procedura infrazione Ue’

Il vicepremier leghista e ministro del Lavoro Matteo Salvini fa riferimento su Twitter al sondaggio Eurobarometro. “Solo il 44% degli italiani voterebbe per rimanere, è evidente che è necessario…”

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Torna la tensione sul mercato dei titoli di stato italiani, colpiti da nuovi sell off sulla scia delle dichiarazioni di Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ospite di Circo Massimo su Radio Capital, Buffagni ha ammesso che esiste il rischio che il rating dell’Italia venga colpito da un downgrade. Di conseguenza, afferma ancora il deputato per il M5S, è necessario farsi trovare pronti, così come bisogna mettere in conto anche la possibile decisione di Bruxelles di avviare una procedura di infrazione contro l’Italia, a causa della legge di bilancio appena inviata. A tal proposito, l’anticipazione di una probabile bocciatura della manovra è praticamente già arrivata con le dichiarazioni del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

“Bisogna farsi trovar pronti, fermo restando che non condividerei un’ipotesi del genere (downgrade rating) perché l’Italia ha dei fondamentali oggettivamente molto solidi”.

Allo stesso tempo, ha continuato Buffagni, “ci sono tutti i presupposti” affinché Bruxelles avvii una procedura di infrazione da parte di Bruxelles, anche se “il presidente Conte andrà a spiegare le nostre ragioni”.

Viene ribadito come l’Italia non sia la sola a non rispettare gli impegni presi in precedenza:

“Non siamo l’unico paese che non sta rispettando gli impegni presi negli anni scorsi – sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – L’Europa vive un momento di crisi, noi stiamo cercando di invertire la rotta e dare una risposta ai 5,7 milioni di poveri cercando di alimentare la domanda interna”.

Non viene risparmiato un attacco proprio a Juncker. Se il presidente della Commissione Ue è responsabile dell‘aumento dello spread? “Credo che sia evidente”, risponde Buffagni.

Ogni volta che lo spread scende, casualmente decidono di fare una dichiarazione per farlo salire. È una dinamica che conoscono bene e che usano a loro favore”.

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Oggi però lo spread e i tassi salgono proprio dopo le dichiarazioni di Buffagni, con il differenziale che supera la soglia di 305 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali in rialzo fino al massimo intraday del 3,53%.

Ad avvertire l’Ue è anche il vicepremier leghista e ministro del Lavoro Matteo Salvini, che su Twitter fa riferimento al sondaggio Eurobarometro, basato sulle interviste effettuate nel periodo compreso tra l’8 e il 26 settembre scorso da Kantar Public a 27.474 cittadini europei di 16 anni e oltre, in tutti e 28 gli Stati membri.

A fronte del 68% degli europei che crede che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Ue, un italiano su due vorrebbe uscire dal blocco. Sulla risposta che si darebbe se si dovesse votare per restare in Europa, solo il 44% degli italiani ha risposto con un sì. E’ la percentuale più bassa: i fan più sfegatati dell’Unione europea sono in Irlanda (92% voterebbe sì), mentre il Regno Unito tornerebbe già indietro al pre-referendum sulla Brexit, vista la percentuale del 53% favorevole a restare.

Solo il 43% degli italiani ritiene inoltre che l’Italia abbia beneficiato della sua appartenenza all’Ue.