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Btp Green 2045: domanda record, oltre la metà collocato tra investitori Esg. E quasi il 74% all’estero

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Domanda record per il primo Btp Green dell’Italia, il nuovo titolo di Stato dedicato al finanziamento delle spese a positivo impatto ambientale, con scadenza 30 aprile 2045 e cedola annua dell’1,50%. Secondo i dettagli dell’emissione comunicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno partecipato all’operazione circa 530 investitori per una domanda complessiva di oltre 80 miliardi di euro, raggiungendo il record di richieste nelle emissioni inaugurali di green bond sovrani in Europa.

Rilevante è stata la partecipazione di investitori ESG (Environmental, Social and Governance) che hanno sottoscritto oltre la metà del collocamento. Complessivamente ai fund manager è stato allocato il 53,1% del collocamento, mentre le banche ne hanno sottoscritto il 18,5%.

La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 40 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 73,7% dell’emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,3%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (circa il 22,1%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale, ed in particolare in Germania, Austria e Svizzera (19,9%), in Francia (10,1%), nei paesi della penisola iberica (7,3%), nei Paesi Scandinavi (5,1%), in altri paesi europei tra cui Benelux (2,1%), Est Europa (1,2%), ed infine Medio Oriente (1,7%). Al di fuori dell’Europa, gli investitori provenienti da Stati Uniti si sono aggiudicati l’1,9% dell’emissione; circa lo 0,5% è andato ad investitori asiatici, mentre il resto dell’emissione è sottoscritto da investitori residenti in altri paesi.

Il collocamento, rivolto agli investitori istituzionali, è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da BNP Paribas, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e NatWest Markets che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione.