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BTP Futura atto II a rischio flop, rendimenti bassi e rebus PIL non aiutano a far breccia tra piccoli risparmiatori

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Dopo l’accoglienza non proprio calorosa della prima emissione, il Tesoro replica l’esperienza del BTP Futura, il titolo di Stato dedicato esclusivamente ai risparmiatori retail e che andrà a finanziare le nuove spese legate all’emergenza Covid. L’obiettivo è raccogliere più risorse possibili per finanziare l’emergenza Covid, ma non sarà facile convincere gli italiani a smuovere la montagna di liquidità che tengono parcheggiata sui conti correnti. Ammontare che è aumentato ulteriormente nel corso del 2020 per l’incertezza generata dalla pandemia portando a un record di 1.682 miliardi di euro di risparmi immobilizzati sui conti correnti. 
All’incertezza attuale si aggiunge anche un contesto di mercato che vede i rendimenti dei titoli di Stato ridotti all’osso. Un elemento decisivo agli occhi di risparmiatori a caccia di tassi allettanti.

Il collocamento del BTP Futura andrà da lunedì 9 novembre a venerdì 13 novembre 2020 (fino alle ore 13.00, salvo chiusura anticipata).

Tassi cedolari esigui

Ieri il Tesoro ha comunicato l’entità dei tassi cedolari minimi garantiti, pari allo 0,35% dal 1° al 3° anno, allo 0,60% dal 4° al 6° anno e all’1% dal 7° all’8° anno. I tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento, e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti. Inoltre, il tasso cedolare dei primi 3 anni resterà invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti al rialzo solo i tassi successivi al primo.
Si profilano quindi tassi medi più bassi rispetto alla prima emissione del BTP Futura, che risale allo scorso luglio e aveva una scadenza più lunga (10 anni). In quell’occasione erano stati rispettivamente pari a 1,15% per i primi quattro anni, 1,30% per i successivi tre anni e 1,45% per i restanti tre anni di vita del titolo.
Rendimenti più esigui dettati dal rally dei Btp negli ultimi mesi con i tassi che hanno toccato i nuovi minimi storici (ieri sul secondario il tasso decennale è sceso allo 0,6% e il Btp a 5 anni per la prima volta in negativo). 

Btp Futura 2 con durata più breve

Rispetto alla prima emissione, il nuovo BTP futura avrà una durata inferiore (8 anni rispetto ai 10 anni di quello lanciato a luglio). Il nuovo BTP Futura presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up). E’ previsto un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito, che potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del PIL nominale dell’Italia nel periodo di vita del titolo, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza. Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005425753.
Va ricordato, che i proventi del BTP Futura saranno interamente destinati a finanziarie le diverse misure previste per il sostegno alle famiglie e la tutela del lavoro, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale e il sostegno alle imprese italiane per far fronte al perdurare della crisi derivante dall’epidemia da Covid-19.

Rendimento extra con il premio fedeltà (legato al PIL)

Il premio fedeltà, previsto per chi compra i BTP Futura all’emissione e li detiene fino a scadenza che sarà collegato alla ripresa dell’economia nazionale. Il premio fedeltà va da da un minimo dell’1% e un massimo del 3% del capitale investito. Tradotto su base annua è un rendimento extra tra lo 0,125% e lo 0,375% su base annua la cui entità dipende dall’andamento dal PIL dal 2020 al 2027 (1% con crescita media minore dell’1%, tra l’1 e il 3% con crescita media compresa in questo range e tetto del 3% se il PIL farà più del 3% medio). Essendo quest’anno la base di partenza, un crollo ancora più pronunciato del PIL in seguito al nuovo lockdown (le ultime stime UE indicano -9,9%) può fare da trampolino a una crescita media nel periodo 2021-2027 più alta e quindi a un premio fedeltà più ricco.
Massimiliano Schena, CIO di Symphonia Sgr, sottolinea come sul mercato secondario, la minore liquidità rispetto ai BTP tradizionali e la minore partecipazione degli investitori istituzionali si ripercuoterà con ogni probabilità in una minore sensibilità all’andamento dei mercati ed in un eccesso di rendimento rispetto ai BTP tradizionali, in linea con l’esperienza del primo BTP Futura.

I numeri della prima emissione del BTP Futura

La prima emissione del BTP Futura si era conclusa con adesioni per un controvalore di poco superiore ai 6,1 miliardi, con un’accoglienza abbastanza fredda se si considera che il BTP Italia di maggio aveva visto adesioni retail per 14 miliardi.
La partecipazione di investitori retail è stata prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 62 per cento e 38 per cento) e all’interno della quota sottoscritta da investitori retail circa il 69% ha inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l’ordine a distanza) e il restante 31% attraverso l’home banking.