Delusione nel primo trimestre 2026. Campari non raggiunge le aspettative di mercato
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Le azioni di Campari hanno subito un significativo calo, arrivando a perdere fino all’11%, il peggior risultato da ottobre 2024, dopo che la società ha reso noti i risultati del primo trimestre al di sotto delle attese del mercato. RBC ha definito la previsione annuale del gruppo “poco entusiasmante” e Bloomberg ha escluso la possibilità di revisioni al rialzo, citando un contesto economico sfavorevole e un sentiment dei consumatori ancora debole. Inoltre, Campari ha registrato un impatto negativo di circa 10 milioni di euro nel primo trimestre, dovuto a interventi mirati di ottimizzazione delle scorte negli Stati Uniti.
Risultati del Q1 2026: performance inferiore alle attese
Campari ha registrato una crescita organica dei ricavi pari al 2,9% nel primo trimestre, significativamente inferiore alla stima di consenso di Bloomberg, che prevedeva un incremento del 5%. Le vendite totali si sono attestate a 643 milioni di euro, segnando un calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sotto le previsioni di 645,5 milioni di euro.
Analizzando le singole aree geografiche, le Americhe hanno contribuito con 242 milioni di euro, ben al di sotto della stima di 305,4 milioni di euro. Al contrario, l’Asia Pacifico ha registrato ricavi superiori alle attese, con 48 milioni di euro contro i 43,3 milioni previsti. Nell’area EMEA, i ricavi sono ammontati a 275 milioni di euro, anche in questo caso sotto le stime, fissate a 303,9 milioni di euro.
In risposta a questi risultati Campari ha confermato la propria guidance per il 2026, prevedendo un’ulteriore crescita organica di circa il 3% per l’intero anno. Nonostante il contesto economico complesso, il gruppo prevede di continuare a sovraperformare il settore, grazie a una solida performance nelle regioni in crescita. Tuttavia, il margine lordo sarà influenzato negativamente da un impatto tariffario stimato in circa 30 milioni di euro, legato agli attuali livelli delle tariffe doganali.
Inoltre, è atteso un effetto negativo di circa 70 milioni di euro sui ricavi e di 30 milioni di euro sull’Ebit adjusted, a causa della cessione di brand non prioritari. Nonostante ciò, il margine Ebit adjusted dovrebbe registrare un contenuto miglioramento organico nella seconda metà dell’anno, grazie all’anticipazione degli investimenti in advertising & promotion e a un effetto base legato ai dazi. Nel complesso, le vendite nette hanno registrato una diminuzione del 3,4% su base reported, risentendo di una crescita organica positiva del 2,9%, ma con effetti negativi derivanti dalla cessione di Cinzano (-2,2%) e dal cambiamento dei tassi di cambio (-4,1%), principalmente causato dal deprezzamento del dollaro statunitense e del dollaro giamaicano.
La reazione del mercato
Gli analisti hanno espresso opinioni contrastanti sui risultati del primo trimestre di Campari, evidenziando sia elementi positivi che aree di preoccupazione. Secondo RBC Capital Markets, il mancato raggiungimento delle attese ha sorpreso gli analisti, che hanno comunque sottolineato la positiva dinamica della quota di mercato di Campari. Viene osservato infatti che la performance è stata penalizzata da interventi mirati di ottimizzazione delle scorte negli Stati Uniti su brand non prioritari. Inoltre, la guidance per una crescita organica dell’intero esercizio intorno al 3% è stata giudicata “leggermente poco entusiasmante” rispetto alle aspettative di consensus.
Deutsche Bank (Hold) osserva che la crescita nei mercati emergenti ha sovraperformato rispetto al gruppo, mentre tutte le altre aree geografiche hanno registrato un andamento inferiore alle attese. Inoltre, si evidenzia che Agave, Cognac e Local Brands hanno registrato una performance migliore, mentre gli Aperitivi hanno visto una lieve sottoperformance e Whiskey e Rum sono risultati in calo.
Citi, che mantiene il giudizio “Buy”, ha sottolineato che Campari ha registrato un ampio scostamento negativo rispetto alle attese sulla crescita organica delle vendite. Secondo Citi, il gruppo ha avuto un avvio più debole nell’area EMEA, nonostante il beneficio derivante dalla Pasqua anticipata e dai Giochi olimpici invernali. Jefferies (Hold) ha giudicato solide le vendite organiche, pur riconoscendo che sono risultate inferiori alle aspettative. “La società sta crescendo e recuperando più rapidamente rispetto ai competitor europei degli spirits; tuttavia, il ritmo della ripresa è a forma di U, non di V”.