Eni for 2025, i numeri della transizione: +41% rinnovabili, CCS satellite con GIP e 460 mln in R&D
Eni ha pubblicato il report di sostenibilità Eni for 2025 – A Just Transition, ventesima edizione del documento che ogni anno rendiconta la strategia di transizione del gruppo e i risultati conseguiti. Quest’anno il report certifica con dati concreti l’efficacia del modello satellitare, la struttura organizzativa e finanziaria con cui Eni accelera la crescita dei propri business ad alto potenziale separandoli in entità autonome capaci di attrarre capitali dedicati.
Modello satellitare: perché conta per gli investitori
Il modello satellitare è la chiave di lettura finanziaria del report 2025. Eni crea società distinte per i business della transizione — ognuna con propria governance, bilancio e possibilità di accesso a capitali di terzi — preservando il valore per gli azionisti del gruppo e allo stesso tempo sbloccando risorse fresche da investitori specializzati, come fondi di private equity e infrastrutturali.
L’ultima applicazione concreta è la costituzione nel 2025 della società satellite CCS (Carbon Capture & Storage), in joint venture con il fondo GIP, destinata a valorizzare l’intero portafoglio Eni di progetti di cattura e stoccaggio del carbonio. Il modello era già stato applicato a Plenitude (rinnovabili e clienti retail) ed Enilive (biocarburanti e bioraffinazione): in entrambi i casi ha permesso di attrarre capitali esterni e di registrare tassi di crescita significativi, come testimoniano i risultati 2025.
I numeri chiave del 2025
Plenitudine rinnovabili: +41% YoY. Plenitude ha chiuso il 2025 con 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del 41% rispetto all’anno precedente, con l’obiettivo di raggiungere 15 GW entro il 2030. Ha inoltre inaugurato in Texas il più grande impianto di stoccaggio a batterie del gruppo, con capacità di 200 MW.
Enilive, bioraffinazione in espansione. Tre nuove bioraffinerie operative nel 2025, con due ulteriori progetti avviati in Italia e all’estero. La capacità di lavorazione attuale è di 1,65 milioni di tonnellate, con target a 5 milioni entro il 2030 per la produzione di biocarburanti HVO e SAF (Sustainable Aviation Fuel).
Emissioni Upstream: −68% sulla baseline 2018. Le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono calate del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto al 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intero gruppo entro il 2035.
R&D: 460 milioni investiti. Nel 2025 Eni ha stanziato oltre 460 milioni di euro per ricerca e sviluppo, con focus su fusione a confinamento magnetico, supercalcolo, tecnologie di bioraffinazione, riciclo chimico delle plastiche e soluzioni CCS.
Il commento del management
L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha sottolineato come il gruppo stia affrontando le sfide della transizione con un modello industriale che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche, coniugando innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Un approccio che, secondo Descalzi, consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto attuale.
Il report completo è disponibile in download sul sito Eni: scarica Eni for 2025 – A Just Transition. È disponibile anche la versione interattiva: naviga lo speciale online.