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Brexit: le conseguenze sulle valute (non solo sterlina) e la politica delle banche centrali (analisti)

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La Brexit, la cosiddetta uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, è il fattore esogeno numero uno non solo per il Paese di Suas Maestà ma per l’intera Eurozona. Ne sono vocinti a Swissquote, che cercano di individuare le conseguenze che potrebbero scatenarsi sulle valute e poi a cascata sulla politica monetaria delle banche centrali. “Le pressioni ribassiste sulla sterlina contro la moneta unica non accennano ad alcuna pausa con la moneta inglese intenta a ritornare sui minimi degli ultimi 28 mesi a 0,80. A ciò si aggiunga che si sta coagulando un incredibile consenso di opinioni di chi crede che in caso di Brexit il cambio euro/dollaro possa raggiungere la parità”, afferma Yann Quelenn, analista di Swissquote. Un siffatto evento, secondo l’esperto, sicuramente obbligherebbe la Banca centrale svizzera (BnS) a reagire perchè il primo a subire le conseguenze di un accelerato ribasso della moneta unica non potrebbe essere che il franco svizzero. “La BnS ha infatti una tradizione consolidata di una sorta di proattività anticipatoria rispetto alla Bce e questo ci lascia credere che ci potrebbe essere una decisione della Banca nazionale svizzera prima del 23 giugno”. “Considerato il presente scenario bidirezionale – prosegue l’analista di Swissquote – a Londra le attese di politica monetaria sono di un mantenimento dello status quo (nessun rialzo dei tassi) nemmeno per il 2016 mentre riteniamo che non si possa escludere la possibilità di una sforbiciata. L’economia britannica non può perdere terreno nei confronti dei peers europei e americani, specie considerando il probabile nuovo allentamento monetario della Bce e le istanze sempre più accomodanti della Fed”.