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Bper arranca sul Ftse Mib dopo conti 2020, ma analisti confermano target ambiziosi sul titolo. Vandelli non si sbottona su M&A

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Bper archivia il 2020 con un utile netto di 245,7 milioni di euro sotto la spinta della crescita dei ricavi e di un efficace controllo dei costi di gestione. Nel 4° trimestre 2020 l’utile è stato di 45 mln di euro, quasi doppio rispetto ai 24 mln stimati da Equita. L’utile operativo trimestrale si è attestato a 208 mln (stima Equita 210 mln). I proventi operativi netti del 4° trimestre risultano di 646 mln (+2% a/a). Il costo del rischio (CoR) 2020 ammonta a 102bps, nella parte bassa della guidance 100-110bps indicata dal management.
Proposta la distribuzione di un dividendo cash di 0,04 euro per azione nel pieno rispetto delle linee guida BCE.

A livello di ratio patrimoniali, l’NPE ratio lordo e netto a fine 2020 sono rispettivamente al 7,8% e al 4% (dall’8,8% e 4,7% di settembre e dall’11,1% e 5,8% di fine 2019). Lo stock di crediti deteriorati lordi e netti scende rispettivamente a € 4,3 miliardi e € 2,1 miliardi (-29,1% e -29,0% da fine 2019) anche grazie a cessioni per un gross book value di € 1,6 miliardi.
La reazione in Borsa ai conti 2020 è tiepida, con titolo che dopo un’ora cede l’1,4% a 1,606 euro, peggiori titolo del Ftse Mib. Da inizio anno Bper segna comunque +8% circa, il migliore tra i titoli bancari dopo un 2020 che ha visto Bper segnare la peggior performance tra le blue chip milanesi.

Apertura su M&A, ma focus rimane su integrazione sportelli ex UBI

Il management della banca emiliana si è detto aperto all’M&A, tuttavia nel breve termine il focus rimane sull’integrazione degli sportelli ex-UBI. “Siamo aperti a un’ulteriore potenziale operazione di M&A ma ora il focus è sull’integrazione degli sportelli ex Ubi Banca acquisiti da Intesa Sanpaolo”, ha ribadito l’a.d. di Bper, Alessandro Vandelli, nella conference call sui conti 2020. Vandelli sottolinea come la banca sarà comunque pronta ad analizzare altre potenziali operazioni di M&A, se ci saranno le condizioni.

Analisti mantengono target rialzisti sul titolo

Per il 2021, il management ha indicato un CoR in area 80-90bps, senza includere l`extra-accantonamento per 200 mln che verrà detratto dal badwill. Equita ha tagliato le stime 2021 del -12% per riflettere un maggiore costo del rischio, da 94bps a 110bps (includendo i 200 mln di extra accantonamento). “Alziamo le stime 2022 del +2% per maggiore NII supportato da una dinamica più favorevole dei volumi e da maggiori ricavi da trading”, asserisce la sim milanese che conferma il target price a 2,1 euro in quanto la minore contribuzione del 2021 è compensata da una migliore dotazione patrimoniale. Nonostante l’upside significativo, Equita conferma il giudizio hold in attesa di avere maggiore visibilità sul processo di integrazione delle filiali UBI e sull`evoluzione dell`asset quality una volta scadute le moratorie.
Gli analisti di Barclays apprezzano i messaggi ‘costruttivi’ per il 2021 e ribadiscono la raccomandazione overweight con target a 1,9 euro. Nei prossimi trimestri (principalmente da Q2 che coglie appieno il nuovo perimetro) attese evidenze positive su tre fronti: 1) uso di badwill (per migliorare la copertura e / o tagliare più costi); 2) quantità di commissioni da filiali acquisite; 3) solide riserve di capitale che offrono protezione dal rischio di ribasso. I rischi principali riguardano l’incapacità di trattenere i clienti e le attività/depositi dalle filiali acquisite, ulteriore pressione sul margine d’interesse netto, rinnovamento delle preoccupazioni su rischio Italia.