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Borse senza pace, petrolio affonda ancora. A Milano bagno di sangue per Unicredit, Tim e Saipem

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Continua il sell-off sui mercati con le Borse europee in ritirata nella penultima seduta prima della pausa natalizia. Piazza Affari chiude in calo di quasi il 2%, -1,44% per il Dax e vendite diffuse soprattutto sul settore bancario. Il nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed ha alimentato tra gli investitori i timori di una recessione globale e il settore bancario ha pagato dazio in tutta Europa. Sull’obbligazionario si acuisce l’appiattimento della curva dei Treasury con spread 2-10Y sceso sotto i 10 punti base, sui minimi dal 2007. Un’inversione della curva dei tassi è vista come un segnale anticipatore di una futura recessione.

Anche a inizio 2019 rischio alta tensione sui mercati

L’outlook 2019 di IG vede anche il nuovo anno iniziare con forti tensioni come quelle registrate a fine 2018. “I principali eventi chiave sono collocati nella prima metà dell’anno e questo ci spinge a dire che la volatilità continuerà a rimanere elevata almeno per il primo semestre. Solo nella seconda metà dell’anno potremmo avere un clima più disteso sui mercati finanziari”, rimarcano Vincenzo Longo e Filippo Diodovich, market strategist di IG.

 

Ftse Mib -1,93%, Petrolio ai minimi da luglio 2017

La penultima seduta prima della pausa natalizia vede Piazza Affari in decisa flessione con l’indice Ftse Mib che ha ceduto l’1,93% a quota 18.577 punti, vicino ai minimi annui toccati nelle scorse settimane. Spicca il calo del titolo Unicredit che guida i ribassi e chiude con un calo del 5% a 10,21 euro. Calo del 3,66% per l’altra big Intesa Sanpaolo, oltre -3% anche per Ubi.  Molto male anche TIM (-4,55%).

Tra i singoli titoli spiccano i ribassi del settore oil con oltre -4% per Saipem e Tenaris in scia ai nuovi cali del prezzo del petrolio. Il future Wti è arrivato a cedere oltre il 5% a 45,7 $, sui minimi da luglio 2017.

Schivano le vendite Ferragamo, Recordati ed Enel 

Si salvano salvatore Ferragamo e Recordati con rialzi di oltre l’1%; acquisti anche su Enel (+0,47%). 

Fuori dal Ftse Mib balzo per OVS (+11,11%) che bissa il +22% della vigilia. A far scattare gli acquisti sul titolo è stata ieri la notizia dell’ingresso di Tamburi Investment Partners (Tip), che lo scorso 18 dicembre ha superato la soglia di rilevanza del 3% di partecipazione nel gruppo retail, sta spingendo gli acquisti sul titolo. Sul mercato su specula sulla possibilità che Tip proceda a un ulteriore arrotondamento della posizione nel capitale di Ovs. Nelle scorse settimane OVS ha diffuso deboli conti del terzo trimestre. La società di abbigliamento, che ha BC Partners come maggiore azionista con una quota poco sotto il 18%, ha registrato vendite e profitti in calo nel terzo trimestre e ha detto che sta negoziando con il pool di banche, guidato da Intesa Sanpaolo, la modifica dei termini dei prestiti in scadenza nel 2020.