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Borsa Milano avanti tutta con banche che trascinano il Ftse Mib, Poste a un soffio dai top storici

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Piazza Affari apre l’ottava con il sorriso e il Ftse Mib (close a 24.802 punti, +0,78%) avvicina ulteriormente la soglia dei 25mila punti sopra la quale stazionano i massimi pluriennali per l’indice tricolore. Oggi nuovi top storici per il Dow Jones sotto la spinta dei titoli energetici in scia alla notizia del cyber attack sferrato a Colonial Pipeline, la società che gestisce la rete di oleodotti più grande degli Stati Uniti. Colonial è stata costretta a interrompere il trasporto di carburante dal Golfo del Messico all’area metropolitana di New York. In rally anche i titoli minerari.

A Piazza Affari le prossime sedute vedranno in primo piano in Italia le trimestrali dei testimonial del risparmio gestito. Domani 11 maggio sarà il turno di Banca Generali, Banca Mediolanum, Fineco e Poste Italiane. Lo stesso giorno in agenda anche Mediobanca, Salvatore Ferragamo e Snam.

Molto bene con oltre +2% Poste Italiane in attesa dei conti trimestrali in arrivo domani. Il titolo ha chiuso a 11.225 euro, a un soffio dai top storici toccati in chiusura il 16 febbraio 2020 a 11,295 euro. Bene anche Azimut a +1,44% dopo aver riportato una raccolta netta positiva di 880 milioni nel mese di aprile. Tra i peggiori invece Stm con -2,6%.

Seduta da incorniciare per Unicredit (+5,39% a 9,854 euro), sovraperformando il settore bancario che è quello più tonico oggi in Europa. Il mercato guarda alle ultime indiscrezioni sul fronte M&A. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Tesoro avrebbe in mente di convincere Piazza Gae Aulenti ad acquistare a valori simbolici il 51% di quella quota di maggioranza superiore al 64% detenuta dal Mef stesso, e rimanere nel capitale del Monte con una partecipazione del 13%. Il Governo italiano vorrebbe chiedere all’Europa anche una proroga di 6 mesi e per incentivare la vendita della sua quota detenuta in Mps starebbe studiando la possibilità di offrire alla banca acquirente di beneficiare della trasformazione in crediti fiscali delle Dta, nel caso in cui il deal fosse annunciato entro giugno 2022 e l’integrazione completata entro tre anni. Banca Akros rimarca però che la vendita del 51% di Mps a Unicredit potrebbe limitare le sinergie di Unicredit dall’operazione. Akros conferma neutral su Unicredit (target price a 8,90 euro) ribadendo lo scetticismo sulle nozze con Mps che non risolverebbero la sotto-penetrazione della banca in Lombardia. Intanto oggi Ubs ha alzato il target price su Unicredit a 12,40 euro da 11,70, con giudizio buy confermato.

Tra le banche si è distinta anche Bper con +3,87% in chiusura. La banca emiliana venerdì a mercati chiusi ha riportato i conti del primo trimestre, difficilmente comparabili con i trimestri precedenti visto il consolidamento, a partire dal 22 febbraio, delle filiali ex-UBI. Nel dettaglio, il Net Interest Income segna 344 milioni contro i 330 milioni attesi, il Total Income a 758 milioni contro i 689 milioni attesi, operating profit adjusted a 304milioni contro i 212 milioni attesi. A livello operativo la performance è complessivamente migliore delle attese afferma Equita, grazie a maggiore Net Interest Income, commissioni a 328 milioni contro i 310 attesi, trading a 76 milioni contro i 38 milioni attesi e a minori costi pari a -454 milioni. Dalla conference call emerge che Bper considererà eventuali opportunità sul fronte M&A anche se non è la priorità al momento.