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Borsa Italiana piatta: non basta rally banche del Ftse Mib, in affanno Telecom e Tenaris

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Poco mossa oggi Piazza Affari, mentre il Dax di Francoforte (chiuso ieri per festività) ha aggiornato i massimi storici sotto la spinta delle rassicurazioni sull’inflazione arrivate da alcuni membri della Fed e anche dall’operazione di M&A nel real estate con il più grande gruppo immobiliare residenziale europeo Vonovia SE che ha accettato di rilevare la sua rivale Deutsche Wohnen per circa 18 miliardi di euro.

Piazza Affari in chiusura ha visto il Ftse Mib a 24.892 (+0,006%) fallendo ancora una volta la chiusura oltre il muro dei 25 mila punti (livello toccato nell’intraday). In spolvero anche oggi i titoli bancari con Bper salita del 2,2% a 2,126 euro, nuovi massimi annui. Quasi +1% per Unicredit, mentre Intesa segna -0,08%. Molto bene Banco BPM (+1,33% a 2,817 euro) il cui board oggi dovrebbe ratificare la cessione di 1,5 miliardi di euro di NPL nell’ambito del progetto `Rockets`, annunciato al mercato in occasione dei risultati trimestrali. L’operazione, che prevede la cessione del portafoglio ad un SPV e l’utilizzo delle GACS sulle tranche senior emesse, era prevista in chiusura entro la fine del secondo trimestre di quest’anno. La cessione permette un ulteriore miglioramento del profilo di rischio della banca, con l’NPE ratio che cala dal 7,5% al 6,3%.

Tra i segni meno si segnala Poste che lascia sul terreno l’1,32% dopo la buona performance di inizio ottava. Oggi il gruppo postale ha annunciato l’avvio del’offerta di telefonia fissa, con PosteCasa Ultraveloce che permette di raggiungere una velocità di connessione di un gigabit al secondo e include una seconda connessione senza limiti su rete 4G. A pesare sul titolo è però la bocciatura da parte di Deutsche Bank che ha tagliato il rating sul titolo da buy a hold in scia al rally del 35% segnato dal titolo da inizio anno. Il prezzo obiettivo sale però da 10 a 11,9 euro.

Tra gli altri titoli si segnala il quasi -2% di Tenaris, peggior performer di giornata. Male anche Leonardo (-1,3%) che ha annunciato un’intesa con Ericsson per sviluppare soluzioni 5G per industria e pubblica sicurezza.

Infine TelecomItalia cede l’1,49% a 0,435 euro. Wind3 avrebbe presentato una segnalazione ad Agcom per verificare che le intese tra TIM e DAZN non siano lesive della concorrenza. La preoccupazione che emerge dai concorrenti di TIM segnala l’importanza che può avere questa offerta per le quote di mercato nelle nuove attivazioni di collegamenti UBB. Questa dipenderà, secondo Equita, anche da alcuni elementi ancora non noti: il prezzo del pacchetto e l’esistenza di un vantaggio di prezzo tra l’offerta integrata di TIM e quella attivabile direttamente su DAZN.