Bitcoin corre, si gode la fase risk-on. Sartorelli: “fase di maggior forza attesa in autunno”
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Le criptovalute tornano sotto i riflettori nella settimana di Ferragosto. In particolar modo, il Bitcoin, a un passo dal toccare il massimo storico, grazie alla forte domanda da parte di investitori istituzionali. Se oggi la cripto sale di circa l’1,5% in area 120mila dollari, nei giorni scorsi aveva raggiunto i 122mila dollari (non lontano dal precedente record stabilito a metà luglio).
La nuova e recente spinta rialzista della cripto, che da inizio anno è cresciuta di quasi il 30%, è sostenuta da un forte e crescente interesse da parte dei “grandi investitori istituzionali”.
Per fare il punto sul recente rally del Bitcoin, FinanzaOnline ha contattato Eugenio Sartorelli, trader professionista che si occupa di cripto dal 2013, ha fatto mining ed è un profondo conoscitore della tecnologia blockchain.
Bitcoin di nuovo in rally: da cosa è supportata la recente scalata?
Dal minimo del 1° agosto l’azionario Usa si è ripreso con il Nasdaq che ha sfiorato i nuovi massimi. La fase resta risk on e ciò influisce anche su Bitcoin e Cripto. Con due conseguenze sulle performance:
- questo sentiment positivo ha aumentato gli acquisti su Etf e di istituzionali; oltre ad essere sempre più percepito come bene rifugio, il Bitcoin non ha prezzi e quotazioni che possono essere legati in qualche modo ai dazi Usa;
- la legislazione Usa favorisce l’utilizzo dei crypto asset e in fasi di sentiment positivo aumentano gli acquisti anche per questo motivo.
Quali sono i livelli che consiglia di monitorare da qui a fine anno?
La stagionalità non ha in agosto e settembre dei mesi particolarmente performanti e anche a livello di strutture cicliche non sembra questa la fase per fare massimi elevati. A mio avviso, tra 128.000-130.000 dollari potrebbe essere già un livello estremo di questo movimento rialzista. Come supporti, un superamento al ribasso di 115.000 dollari potrebbe decretare la fine di questa nuova fase di spinta. Una fase di maggior forza è attesa per l’autunno; lì si potrebbe arrivare almeno a 150.000 dollari ed anche verso 180.000 in caso di maggior forza.
Legame tra Bitcoin e treasury, a cosa stiamo assistendo in questo momento?
Per quanto riguarda la correlazione tra rendimento del T-Note e Bitcoin, nell’arco degli anni passati è stata scarsamente significativa. Solo da 2025 vi è una correlazione positiva, ma non ha solide basi statistiche. In teoria il Bitcoin è uno strumento deflattivo, avendo un limite a 21 mln di prodizione (mining). Tuttavia, non è ancora percepito ancora come un asset valido in fasi inflattive o attese fasi inflattive. Diciamo che i grandi investitori lo vedono sempre più come un asset, la cui volatilità è in fase di stabilizzazione e che, se preso in piccole dosi può migliorare la performance dei portafogli in termini di rapporto remunerazione/rischio.