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Beyond 2021: i tre scenari per l’Italia secondo Barclays. E la staffetta Mattarella-Draghi può slittare di un anno

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Dal primo ministro Draghi al presidente Draghi? E’ ancora fresco di giuramento il nuovo esecutivo a guida Mario Draghi che già molti guardano ai prossimi passaggi istituzionali, a partire dall’elezione del prossimo presidente della Repubblica tra circa un anno.
Il ‘semestre bianco’ (cioè gli ultimi sei mesi del mandato del presidente italiano) avrà inizio ad agosto e il parlamento non può essere sciolto durante quel frangente. Una finestra per le elezioni anticipate diventa disponibile quindi solo nel periodo maggio-settembre 2022. Tuttavia, a febbraio 2022, verrà chiesto al parlamento italiano eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, carica per la quale il nome di Draghi è da tempo stato in cima alla lista.

Barclays ha analizzato tale situazione e, al di là delle ambizioni politiche di Draghi, ha delineiamo tre possibili scenari:
1) Alla maniera di Draghi: l’ex presidente BCE si ritira da Primo Ministro per sostituire Mattarella come Capo dello Stato. Entro febbraio 2022, Recovery Plan e il budget 2022 dovrebbero essere nello specchietto retrovisore, abbassando la barra per nuove elezioni da indire già nel maggio 2022.
2) Mattarella-Bis. L’attuale presidente della Repubblica viene riconfermato, seppur provvisoriamente, permettendo che Draghi lo sostituirà una volta eletto un nuovo parlamento nel 2023. Un precedente si ritrova nel 2013, quando Giorgio Napolitano viene eletto presidente per un secondo mandato (per la prima volta nella storia) per superare un’impasse politica. Si è poi dimesso nel 2015, portando all’elezione proprio del Presidente Mattarella.
3) L’altra via: una figura alternativa viene eletta Presidente della Repubblica, con Draghi che rimane a palazzo Chigi fino a marzo 2023.

Impennata PIL solo da metà anno, Italia rivedrà livelli pre-Covid solo nel Q2 2022

Nel commentare la svolta politica in Italia, con Mario Draghi a capo del nuovo governo, Barclays guarda anche alle prospettive economiche che attendono il Belpaese. Nel trimestre in corso il PIL dovrebbe riflettere ancora il momentum debole all’inizio dell’anno (+0,3% t/t la stima di Barclays), nonostante i miglioramenti sul fronte del Covid. È probabile che la crescita riprenda solo in primavera, una volta che la vaccinazione delle fasce più vulnerabili consentirà l’allentamento di alcune restrizioni. “Continuiamo ad aspettarci un’accelerazione significativa della crescita nella seconda metà dell’anno (+ 2% t/t in media) e che il PIL italiano tornerà ai livelli pre-COVID19 entro il secondo trimestre 2022. La politica fiscale dovrebbe rimanere a sostegno della crescita, con un disavanzo pari al 9% del PIL e un rapporto debito/PIL che sale al 159% nel 2021. A nostro avviso, i rischi per la sostenibilità del debito a breve termine rimangono contenuti”, sottolinea Barclays.
Sulla composizione del governo Draghi, spicca la presenza strategica di tecnici nei ministeri che l’ex presidente Bce probabilmente ritiene fondamentali in ottica Recovery Fund. “Una scelta strategica di Draghi di concentrarsi il controllo del Recovery Fund e metterlo nelle mani di esperti e amministratori. Tuttavia, Draghi dovrà procedere con cautela questioni politicamente divisive per evitare di mettere a repentaglio il suo sostegno politico”, argomenta Ludovico Sapio, economista di Barclays.