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Barclays: ‘nuovo governo più probabile di elezioni anticipate, fattore Renzi un rischio per intesa M5S-Pd’

Analisti colosso britannico nel report ‘Game of Rome’: “La decisione del presidente Mattarella di dare più tempo ai partiti politici, affinché arrivino a un accordo di governo ed evitino il …

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A questo punto, la formazione di un nuovo governo è più probabile delle elezioni anticipate. Allo stesso tempo, la creazione di un esecutivo M5S-Pd è soltanto lievemente più probabile del ritorno di un governo M5S-Lega, a causa del Pomo della discordia Matteo Renzi. E’ quanto scrivono gli analisti di Barclays in “Game of Rome”, report dedicato alla crisi politica italiana esplosa con il divorzio (reale o solo temporaneo?) tra il M5S di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini.

L’analisi ‘Game of Rome’ parte quarta è intitolata: “Time is money”, ovvero “Il tempo è denaro” e sembra riflettere la view di Sergio Mattarella che, nell’annunciare ieri che le consultazioni con i partiti riprenderanno il prossimo martedì, ha messo praticamente fretta alle forze politiche del paese per la creazione di un esecutivo; nel caso specifico l’appello del Colle è rivolto al M5S e al Pd, il cui possibile asse viene considerato come il più probabile, al momento, tra i vari scenari politici.

Barclays condivide la decisione del Quirinale di dare più tempo ai partiti e di segnalare l’urgenza più per la formazione di un governo che per l’opzione del ritorno al voto. Così nel report:

“La decisione del presidente Mattarella di dare più tempo ai partiti politici, affinché arrivino a un accordo di governo ed evitino le elezioni anticipate, dovrebbe sostenere il sentiment dei mercati”.

E infatti il mercato dei titoli di stato italiani sta scommettendo al momento proprio sulla formazione di un nuovo esecutivo, come dimostra il calo dello spread BTP-Bund che, stamattina, è sceso fino a quota 190 punti base.

“Continuiamo a credere che ci sia una probabilità più alta di un’intesa che permetta alla legislatura di andare avanti, rispetto alla chance del ritorno al voto, ma a questo punto riteniamo che una grande coalizione guidata dal M5S e dal PD sia più probabile (gli analisti scrivono però nel report slightly, dunque lievemente) rispetto a quella di una riconciliazione tra il M5S e la Lega. Detto questo, avvertiamo che, sebbene un tale scenario sarebbe più market friendly rispetto a quello di un ritorno di un esecutivo M5S-Lega, i rischi che incombono sulla creazione di un governo (giallorosso) rimangono molto elevati. Di conseguenza, raccomandiamo cautela”.

Barclays: opzione elezioni anticipate a metà novembre

“Nessuna fretta (di tornare al voto) – confermano da Barclays – Il presidente Sergio Mattarella ha concesso ai parlamentari cinque giorni in più per trovare una intesa al fine di evitare le elezioni anticipate. In una conferenza stampa indetta dopo il primo round delle consultazioni con i partiti, il presidente ha detto che sciogliere il Parlamento dopo appena 17 mesi dalle ultime elezioni (politiche) è una decisione da non prendere alla leggera“.

Se tuttavia le trattative non porteranno a nulla, “e un secondo round di incontri non riuscirà a garantire un esito soddisfacente, crediamo che il presidente scioglierà il parlamento e indirà elezioni anticipate, probabilmente a metà novembre”.

Barclays continua tra l’altro a ritenere che, per gli asset italiani, lo scenario più market friendly sia quello di un governo di centro-destra (si legga il report ‘Game of Rome 2’).

Non si può d’altronde neanche essere certi sul risultato positivo delle trattative in corso tra il M5S e il PD. A tal proposito gli analisti segnalano due elementi da considerare:

  1. La Lega è chiaramente il partito che perderebbe di più con la nascita di un accordo tra M5 e Pd. Di conseguenza, crediamo che Matteo Salvini farà di tutto per convincere Luigi Di Maio a prolungare l’attuale coalizione.
  2. Riguardo a come si dispiegheranno le trattative tra il Partito Democratico e il MoVimento, Barclays non nasconde gli ostacoli, anche piuttosto rilevanti. “Crediamo che il M5S darà più importanza a Zingaretti, di quanta ne darebbe all’ex premier Matteo Renzi. E sebbene i parlamentari renziani abbiano i numeri per formare una grande coalizione M5S-Pd, riteniamo che il M5S preferirebbe riconciliarsi con la Lega piuttosto che fare un accordo con Renzi che non venga sostenuto dal segretario del Pd Zingaretti”.

Queste sono le due ragioni che, secondo Barclays, dimostrano come l’accordo per un governo giallorosso non debba essere dato affatto per scontato.

Intanto, Salvini continua a spingere affinché il M5S torni all’ovile. In caso contrario l’auspicio è quello di elezioni anticipate:

La via maestra sono le elezioni – dice il leader della Lega, in diretta Facebook dal Viminale – se si vota in autunno entro dicembre hai una nuova manovra economica che per la Lega sarà coraggiosa e di buonsenso”.

“Vedere un giochino di palazzo Pd e M5s mi lascia con l’amaro in bocca non per me ma per voi. È più facile stare all’opposizione che avere le difficoltà del governo, ma pur di non avere al governo Boldrini. Agli amici dei Cinque Stelle dico: ma davvero voi volete riportare al governo il partito che definivate di Bibbiano, di Banca Etruria, della spartizione del Csm e delle Procure… Io una roba così non avrei il fegato di farla. Con tutti ma non con Renzi e la Boschi”. E ancora: “Un governo tutti contro la Lega e Salvini farebbe un dispetto agli italiani non a Salvini. Anche perchè stare all’opposizione sarebbe molto più facile. Stai lì a contestare, a dire che questo non va bene, che io farei così e cosà, come sta facendo Renzi. Se sei qui invece fai, hai la responsabilità che le cose vadano in un certo modo”.