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Banco BPM torna grande malata in Borsa e questa volta non è colpa degli Npl

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Nuova giornata buia per Banco BPM arrivato a cedere il 4% sotto quota 1,90 euro. In generale il settore bancario arranca oggi in Borsa con cali tra il 2 e il 4% senza considerare il tonfo arrivato a sfiorare il 10% di Mps. Proprio il riemergere del caso Mps sta condizionando oggi l’umore del settore con anche le big Intesa Sanpaolo e Unicredit in deciso ribasso.

Banche nervose dopo avviso Bce su Npl

Venerdì sera Mps ha avvisato che la vigilanza della Bce tornata a premere sul fronte Npl. Nel dettaglio la Bce raccomanda la banca senese di implementare nei prossimi anni (fino alla fine del 2026) un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere alla fine di marzo 2018 secondo una logica complementare alle indicazioni fornite nell’Addendum alle Linee guida della BCE per le banche sui crediti deteriorati (NPL) generati a partire da aprile 2018. Il rischio è quindi di un’interpretazione in generale più restrittiva della Bce sui nuovi crediti deteriorati.

L’anomala discesa di settimana scorsa e -15% in un mese

A mettere di cattivo umore Banco BPM non è però solo la questione Npl visto che già settimana scorsa il titolo si era mosso in affanno non seguendo il rimbalzo del mercato. Venerdì scorso in particolare il titolo aveva ceduto quasi il 3%. Da inizio anno il titolo ha un saldo di -3% circa che diventa quasi -15% rispetto al picco di periodo del 5 dicembre a 2,22 euro.
In media il consensus analisti raccolto da Bloomberg indica per Banco BPM un prezzo obiettivo a 2,66 euro con potenziale upside di oltre il 40% rispetto ai livelli attuali. Nessun analista ha ratingo Sell, mentre sono 9 (52,9%) quelli che indicano Buy e 8 (47,15) quelli con giudizio Neutral.
Banco BPM risulta al secondo posto del podio tra i titoli più shortati di Piazza Affari con 7 posizioni nette corte (PNC) pari all’8,75% del capitale (aggiornamento Consob dell’11 gennaio sulle PNC).

Cosa c’è dopo il derisking

Sul fronte crediti deteriorati Banco Bpm risulta attualmente meno sensibile rispetto al passato. Il gruppo nato dall’unione di Banco Popolare e BPM ha portato avanti un intenso piano di derisking sul portafoglio crediti culminato lo scorso mese con la scelta di Elliott per negoziare la cessione di Npl per massimi 7,8 miliardi di euro, ben oltre i 3,5 mld inizialmente preventivati.
Operazione che a detta degli analisti permette di scacciare i timori legati al rischio aumento di capitale.
Il mercato guarda anche alle parole dell’ad Giuseppe Castagna. Intervistato da Il Messaggero, il banchiere ha sottolineato che le attuali condizioni di mercato lo portano ad escludere ulteriori operazioni di M&A. In precedenza (giugno 2018) lo stesso castagna aveva detto che il dossier M&A sarebbe stato riaperto a fine 2019.
Castagna potrebbe invece concentrarsi sulla vendita di immobili e di Utp (Unlikely To Pay). Nel corso della conference call di presentazione del riassetto nel credito al consumo, Castagna ha precisato che è ancora presto per parlare di dimensioni o altri dettagli di queste operazioni.