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Banco Bpm e Ubi Banca, il cammino dei due titoli verso percorsi diversi

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Banco Bpm e Ubi Banca, due tra le banche del Ftse Mib che più stanno soffrendo in questo 2019 e risultano i più shortati dell’intero listino, hanno messo a segno un forte recupero nell’ultimo periodo in scia al rilancio dell’ipotesi di una fusione che porterebbe alla creazione di un player bancario con una potenza di fuoco invidiabile nelle maggiori regioni del Nord (Piemonte, Lombardia e Veneto). Anche il ceo di Banco Bom, Giuseppe Castagna, si è espresso positivamente.
Secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi, entrambi gli istituti starebbero valutando il rinvio della presentazione dei nuovi piani industriali.

Banco Bpm è tra i peggiori del Ftse Mib da inizio anno con una netta sottoperformance rispetto all’indice e alle altre banche. A 12 mesi il bilancio peggiore è invece quello di Ubi Banca (-7%) rispetto al +5% di Banco Bpm. Ieri, grazie alla risalita dei tassi, i due gruppi bancari hanno chiuso una seduta molto animata: Banco Bpm è salito di oltre il 3, mentre Ubi Banca ha guadagnato il 2,2%. Oggi entrambi i titoli salgono di circa mezzo punto percentuale, in linea con l’andamento del Ftse Mib.

Banco Bpm: primo ostacolo a 2 euro

Dal mese di maggio il titolo dell’istituto di credito è inserito in una fase laterale tra 1,6 euro e 2 euro. Dopo aver toccato la parte bassa del canale lo scorso 13 agosto, Banco Bpm è rimbalzato arrivando quasi a toccare l’estremo opposto. Il recupero è stato interrotto dalla candela short day ad alta volatilità e volumi del 4 ottobre, il cui effetto negativo non è stato ancora completamente assorbito dai prezzi. In tale scenario si consiglia cautela. Al ribasso il livello da monitorare è a 1,83 euro, dove risiede un sopporto statico chiave e la trend line rialzista di breve periodo costruita sui minimi di agosto e settembre. Il break di tale livello potrebbe provocare una graduale discesa verso 1,73 e 1,7 euro. Al contrario, un approccio più conservativo suggerisce di attendere il superamento dei 2 euro per poi mettere nel mirino i massimi dell’anno in area 2,16 euro.

Per chi volesse operare sul Banco Bpm con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013493638. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013493737.

Ubi Banca: al test di una resistenza chiave

Prosegue il rimbalzo del titolo del gruppo bancario avviato nella seconda metà di agosto. Ancora una volta i corsi hanno tentato, senza riuscirci, il superamento della resistenza collocata a 2,65 euro e con il rialzo di ieri si stanno riportando vicino a tale livello. In tale scenario, il break dei 2,65 euro aprirebbe la strada verso i massimi annuali a 2,86 euro, dove nei pressi passa anche il 61,8% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a settembre 2016. Al ribasso, invece, troviamo una zona di supporto molto importante formata dal livello statico dei 2,434 euro e dalla media mobile 200 periodi. La rottura di tale fascia di prezzo darebbe un segnale negativo e potrebbe chiamare in causa i successivi supporti collocati a 2,25 e 2,09 euro.

Per chi volesse operare su Ubi Banca con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013873938. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013490469.