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Banco BPM assapora il primo dividendo. Radar M&A su Bper, ma la nuova Unicredit può guastare i piani con fusione a tre UCG-MPS-Banco

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Il 2020 non ha regalato molti utili per Banco BPM. Il gruppo bancario ha chiuso l’anno con un utile netto di 21 milioni di euro (dai 797 milioni del 2019, quando beneficiò di poste straordinarie), ma è pronto a tuffarsi nel 2021 con la porta spalancata a scenari di M&A. Nei giorni scorsi sono tornate prepotenti le voci di un abboccamento con Bper. Giuseppe Castagna in prima persona avrebbe intavolato l’argomento con Carlo Cimbri (ceo di Unipol primo azionista di Bper). Ieri a margine della presentazione dei conti 2020 il banchiere napoletano non si è sbottonato sui nomi, limitandosi a ribadire l’apertura sul fronte M&A, senza palesare fretta.
L’amministratore delegato di Banco BPM ha affermato che si sta valutando “la migliore opzione” nell’ottica di “raggiungere un accordo che vada a beneficio degli azionisti”. Il tutto rimarcando che lo studio delle ipotesi è in una fase “molto preliminare”.

Unicredit potrebbe intralciare i piani di Castagna

La strada maestra è quella di un deal con Bper, caldeggiato anche dagli analisti, ma sullo sfondo ci sono anche altri scenari che possono vedere Banco BPM come preda. Tra questi torna oggi quello di una Unicredit pronta a vagliare la possibilità di intavolare delle nozze a tre con MPS e Banco. A riprendere il rumor è oggi Il Corriere.
Banco BPM porterebbero in dote anche il risparmio gestito di Anima, in partnership con Milano e con Siena. Oggi è in programma il cda di UNicredit che approverà i conti 2020. Sarà l’ultimo bilancio firmato dal ceo uscente Jean Pierre Mustier. Da metà aprile iniziarà l’era sotto la guida di Andrea Orcel, banchiere di rango internazionale ed esperto in fusioni.

I numeri del IV trimestre 2020 e la proposta su dividendo

Banco BPM ha registrato una perdita netta di 241,7 milioni di euro nel quarto trimestre 2020 rispetto all’utile netto di € 157,3 milioni realizzato nel terzo trimestre. Il consensus Bloomberg indicava una perdita di 223,3 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti il risultato netto del 4° trimestre è positivo per 66,6 milioni (€ 135,5 milioni nel 3° trim. 2020). Il margine di interesse nel 4° trimestre risulta di 509 milioni, in calo del 2,1% rispetto al dato del terzo trimestre 2020. Le commissioni nette del quarto trimestre ammontano a € 429,2 milioni ed evidenziano una crescita del 2,8% rispetto al terzo trimestre.
I ricavi totali sono stati di 1,053 mld (-8%), mentre quelli operativi di 453 mln (-19%). “A livello operativo la sorpresa positva è legata ad un più alto contributo da trading (78 mln vs 35 attesi) e minori spese amministrative (125 mln vs 164 mln attesi) – rimarca Equita – La principale differenza rispetto alle nostre stime è tuttavia legata al CoR (196 bps vs 139 bps attesi) che include maggiori accantonamenti per anticipare il possibile deterioramento del quadro macro ed eventuali ulteriori operazioni di derisking”.
L’intero 2020 evidenzia un utile di 21 milioni di euro, in calo rispetto ai 797 milioni del 2019, quando però la banca contabilizzava i benefici legati al riassetto del credito al consumo alla vendita della piattaforma di gestione degli Npl. Al netto dei costi del piano di incentivazione all’esodo e alla chiusura di 300 filiali ed altre componenti non ricorrenti, l’utile risulta pari a 330 milioni di euro.
Proposta la distribuzione di un dividendo di 0,06 euro per azione, in linea con le limitazioni Bce. Il dividend yield risulta del 2,7%. A livello patrimoniale, a fine 2020 il CET1 ratio ratio IFRS9 fully phased si attesta al 13,3%. Si tratta del primo dividendo dalla nascita del gruppo 2017 (fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano).
Castagna guarda con ottimismo al 2021 parlando di outlook positivo. I ricavi sono visti in crescita grazie alla componente commissionale, mentre costi operativi visti in aumento. CoR atteso in area 70bps.