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Banche italiane: quadro tecnico in forse, i multipli dicono Unicredit

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L’indice italiano Ftse Italia All Share Banks da inizio anno è rimasto sostanzialmente invariato, non riflettendo il marcato calo dei rendimenti dei Titoli di Stato che, nello stesso periodo, sono passati da un rendimento del 2,7% a circa 1,3%. Rispetto al Ftse Mib, l’indice bancario mostra una sottoperformance circa del 14%, subendo maggiormente l’incertezza derivante dalla crisi di governo, mentre i bancari italiani YTD battono l’indice Europe Stoxx Banks circa del 10%.

Ma perché, nonostante lo sgonfiamento dei rendimenti dei titoli di Stato, il comparto bancario italiano arranca? In fin dei conti, il calo dei rendimenti genera un apprezzamento dei Btp in portafoglio. Le ragioni sono diverse. Da una parte pesa la ciclicità del settore. In questo senso, la persistente debolezza europea non aiuta. Le prospettive sulla crescita del Vecchio continente infatti non sono delle migliori. Quanto all’Italia, il PIL 2019 è stimato in crescita dello 0,1% e quello 2020 dello 0,5%. Vi è poi il problema dei tassi bassi e dell’intenzione della Bce di abbassarli ulteriormente, elemento che pesa sul margine d’interesse. Quanto invece al breve periodo, ovviamente la crisi del Governo non ha aiutato e il mercato attende news al riguardo.
Vediamo allora cosa ci indica il sentiment di mercato relativamente al Ftse Italia All Share Banks.

Analisi Tecnica: positiva la divergenza ma tutto ancora da dimostrare

Graficamente il quadro tecnico del Ftse Italia All Share Banks appare ancora debole anche se notiamo la divergenza positiva su RSI, confermata anche su MACD. Elemento che suggerisce un graduale attenuamento delle forze ribassiste in questa fase.
Di per sé questo è un elemento positivo, che potrebbe generare nel breve-medio periodo una tendenza rialzista ma, come sempre, servono segnali di conferma sui prezzi. In particolare, la prima resistenza si torva a 8.000 punti, dove passa anche la trend line ribassista di lungo corso, descritta dai massimi di aprile 2018 e aprile 2019. In caso di break di questa fascia di prezzo avremmo il primo segnale importante e target a 8.500 punti e 9.000 punti. Tra 9.000 e 9.200 punti (ritracciamento di Fibonacci del 38,2% di tutto il down trend avviato ad aprile 2019) giace un livello fondamentale che se infranto segnalerebbe un cambio di sentiment importante dei corsi e graduale ritorno verso i 10.000 punti.
Unicredit e Intesa Sanpaolo le più interessanti sui multipli
A corredo dell’analisi tecnica inseriamo anche una tabella con diverse informazioni utili. Tra queste anche il P/E 2019 dei titoli bancari principali italiani, in modo da mostrare quali sono le banche che presentano multipli più interessanti.

Notiamo che sul P/E le banche appaiono ancora a premio rispetto all’inizio dell’anno. Infatti, a fronte di una riduzione importante degli EPS stimati per il 2019 da parte degli analisti, non vi è stato un pari calo dei prezzi. Dinamica che ha generato un incremento del P/E 2019. Da questo punto di vista Intesa Sanpaolo e Unicredit mostrano una variazione del P/E di quest’anno più contenuta, e dunque i prezzi sembrano meglio allineati agli utili stimati.
Sempre sul P/E 2019, un’altra informazione utile ci viene dal confronto tra i multipli dei titoli del paniere e la mediana (pari a 7,6 volte). Da questo punto di vista Unicredit si conferma essere il titolo che presenta il maggior sconto.