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Banche deragliano, che succede? Occhio a spettro Basilea IV, spread e nodo M&A

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I cali di oggi delle banche italiane possono essere derubricati come fisiologiche prese di profitto dopo il maxi-rally dell’ultimo mese, anche se l’entità dei cali di Bper, Banco BPM e Unicredit sta toccando dimensioni consistenti con oltre -3%. Segue a ruota UBI Banca con -2,5%, mentre Intesa Sanpaolo si mostra più resiliente limitando il calo a -1,02%. In generale soffrono tutte le banche in Europa con quasi -2% per big quali BNP Paribas, SocGen e Deutsche Bank.

 

Effetto Renzi sullo spread, stabilità politica durerà poco?

In Italia un elemento di tensione oggi è l’allargamento dello spread Btp-Bund in scia all’uscita dell’ex premier Matteo Renzi dal Pd, confermando comunque l’appoggio al Conte-bis. Il differenziale di rendimento tra i tassi del decennale italiano e tedesco è salito fino a 140 pb, con rendimento del Btp a 10 anni risalito in area 0,9%. Il mercato teme che sia una prima avvisaglia di una possibile difficile convivenza nel nuovo governo di molte anime differenti.La Repubblica pubblica oggi un’intervista all’ex premier, che rende noto che i parlamentari che lo seguiranno saranno una trentina, più o meno.

 

Citi vede Cet1 sotto pressione in vista di Basilea IV

C’è poi l’alert di Citigroup sugli impatti delle novità regolamentari. “Il quadro normativo di Basilea IV rimane un grave rischio per le banche europee e per i rendimenti in conto capitale del settore, in particolare in un momento in cui la dinamica degli utili è debole”, rimarca la casa d’affari Usa.

L’implementazione di Basilea IV, stando alle stime di Citi, comporterà fino a un +18% delle attività ponderate per il rischio (RWA, Risk-weighted asset) – ossia l’importo minimo di capitale che deve essere detenuto da banche per ridurre il rischio di insolvenza – rispetto ai dati del 2019. La conseguenza sarebbe una  riduzione del Common Tier Equity 1 (CET 1) del settore in media del 2,1% se caricati anticipatamente alla fine di quest’anno.

Unicredit tra i titoli più sottovalutati

I regolatori, come riporta Bloomberg citando il report di Citi, potrebbero cercare di compensare l’impatto riducendo gli ostacoli di capitale, ma supponendo che ciò non accada, Basilea IV comporterà deficit di capitale per la stragrande maggioranza delle banche europee. Le valutazioni riflettono già in parte questi rischi; Citi ritiene che le banche più sottovalutate sono Bawag, BBVA, Credit Suisse, ING, Raiffeisen e UniCredit (tutte con rating Buy); le banche in cui i payout ratio risultano elevati considerano il rischio comprendono Nordea (rating neutral), RBS (Buy) e HSBC (Sell).

M&A tornerà presto d’attualità

In ultimo, oggi si torna a parlare di M&A tra le banche del Vecchio continente. L’analista Philip Richards di Bloomberg Intelligence rimarca come il prossimo anno segnerà finalmente l’inizio di conversazioni tra banche e autorità di regolamentazione in tutta Europa per accelerare le fusioni e acquisizioni bancarie nazionali e transfrontaliere di grande importo. Richards vede inevitabile un ruolo chiave da parte della francese Societe Generale e in tal senso non sorprenderebbe il ritorno di rumor su una fusione tra SocGen e UniCredit, con Jean Pierre Mustier (ad di Unicredit) che nel 2020 avrà realizzato i suoi obiettivi.