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Bagno di sangue sul Bitcoin per il double-spend che non c’è mai stato: $100 miliardi in fumo e investitori nel panico per un abbaglio

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Blockchain del Bitcoin colpita dal fenomeno “double spend”?  Il solo dubbio, alimentato da un report diffuso da BitMEX Research, ha atterrito i bullish sulla criptovaluta numero uno al mondo, scatenando un’ondata di sell off che ha portato i prezzi a crollare del 17% bucando la soglia dei $30.000, e affondando così a un valore inferiore di oltre il 30% dal record assoluto testato all’inizio del mese.

Tonfo Bitcoin -17% sotto $30.000 per falso alert double spend. Valore inferiore di oltre -30% rispetto al record recente
YICHANG, CHINA – JANUARY 6, 2021 – Bitcoin rises above $35,000 per coin, Yichang City, central China’s Hubei province, on January 6, 2021.- PHOTOGRAPH BY Costfoto / Barcroft Studios / Future Publishing (Photo credit should read Costfoto/Barcroft Media via Getty Images)

Da segnalare che il “double spend” è quel fenomeno che si manifesta quando qualcuno può spendere due volte lo stesso Bitcoin: scenario temuto e disastroso per le valute digitali, ma scenario anche considerato ormai improbabile, visto che gli addetti al settore sono (erano?) sicuri che la blockchain avesse risolto il problema, quando Satoshi Nakamoto pubblicò il libro bianco sul Bitcoin, nel 2009.
E invece il rapporto targato BitMEX ha fatto riapparire lo spettro, lanciando l’alert l’altroieri, mercoledì 20 gennaio. Tutto è iniziato, stando a quanto si legge nel sito di CoinDesk, con un tweet di BtMEX Research, che ha fatto serpeggiare il sospetto, sui mercati, che nella blockchain si fosse manifestato un “piccolo double-spend” di circa 0,00062063 BTC, del valore di 21 dollari.
Un’ora più tardi, BTMEX Research precisava che, probabilmente, si era trattato piuttosto di una transazione RBF, ovvero di quella specifica situazione che si manifesta quando una transazione non confermata viene sostituita da un nuovo trasferimento che paga una commissione più elevata.
La stessa società aggiungeva però contestualmente che ForkMonitor aveva sottolineato come “nessuna transazione RBF fosse stata individuata”.
A quel punto BitMEX ha scritto in un altro tweet:
“Una transazione di una catena perdente ha inviato 0,00062063 BTC all’indirizzo 1D6aebVY5DbS1v7rNTnX2xeYcfWM3os1va, e una transazione in una catena vincente che ha speso lo stesso input ha inviato 0,00014499 BTC a questo indirizzo”.
Il CTO -responsabile tecnico – di Bitfinex ha infine annunciato che il “double spend” non si era verificato, spiegando in una email inviata al sito Business Insider che, quello che davvero era successo,  era “che due blocchi erano stati minati simultaneamente. La conseguenza erastata la riorganizzazione della catena, che non aveva provocato il double-spending”.
La parola “double-spend” è bastata a seminare il panico sul mercato del Bitcoin.
Lo stesso sito CoinDesk ha poi pubblicato un articolo intitolato Il double-spend del Bitcoin che non c’è mai stato: il double-spend – si legge nell’articolo – non si è verificato, almeno non nel senso tradizionale.
Jason Lau, COO di OKCoin exchange, ha riferito in particolare a CoinDesk che “la notizia riportata dai media sul ‘double-spend’ del Bitcoin ha certamente terrorizzato gli investitori,  facendo notare anche che c’è stato “un fraintendimento su come la rete del Bitcoin funziona. In questo caso, c’è stata la riorganizzazione di un blocco, fenomeno abbastanza comune”.
In parole povere, spiega CoinDesk, nessun Bitcoin è stato speso due volte, visto che nessuna nuova moneta è stata aggiunta all’offerta di Bitcoin. Piuttosto, le stesse monete provenienti dallo stesso portafoglio sono state registrate in due blocchi differenti, durante un normale split nella blockchain del Bitcoin.
Non sarà stato alla fine un double spend, ma il danno che ha fatto è stato grande: i prezzi del Bitcoin sono capitolati ieri fino a $29.246,77, a un valore per l’appunto inferiore di oltre -30% rispetto al record assoluto testato nei primi giorni di febbraio a $41.940, successivo a un balzo del 300% nel 2020.
Le vendite hanno fatto andare in fumo una capitalizzazione di $100 miliardi dal mercato della criptovaluta numero uno al mondo, stando ai dati di CoinDesk.
L’effetto domino sulle altre criptovalute non ha tardato a manifestarsi: l’Ether, seconda moneta digitale dopo il Bitcoin per valore di mercato, è affondata anche di più, cedendo il 22% a $1053,80, valore inferiore del 27% rispetto al massimo assoluto testato all’inizio della settimana, dopo il boom +471% dello scorso anno.
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Snobbata del tutto quella che è stata forse la vera notizia del giorno, ovvero la decisione di BlackRock, il gigante del risparmio gestito numero uno al mondo, di offrire ai suoi clienti un’esposizione ai futures sul Bitcoin attraverso due suoi fondi.