Attacco all’Italia, la parola agli analisti: spaventa il rischio di nuove elezioni
I mercati finanziari continuano a scontare l’incertezza. L’apertura alle dimissioni del premier Silvio Berlusconi giunta ieri sera non ha dissipato i dubbi su quelle che saranno le prossime evoluzioni della crisi italiana. E un mercato dubbioso è per forza di cose un mercato nervoso, insoddisfatto e pronto a punire chi di quell’incertezza è la causa, in questo caso l’Italia.
– nuove elezioni entro 70 giorni dalle dimissioni del premier
– governo di transizione o tecnico
– la ricostituzione da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di un gabinetto a guida Letta o Alfano, supportato dal Pdl ma esteso anche all’Udc.
Una quarta via, che sembrerebbe però aver perso consistenza dopo l’annunciato sostegno del Pd al voto sulla Legge di stabilità, prevede che siano le opposizioni ad avanzare una mozione di sfiducia. Con i numeri emersi ieri dal voto di Montecitorio sul rendiconto dello Stato l’esito potrebbe essere sfavorevole all’attuale premier. In quel caso Berlusconi dovrebbe dimettersi e Napolitano dovrebbe tentare di formare un nuovo esecutivo sulle basi dell’attuale maggioranza. Nel caso l’operazione non riuscisse Napolitano inizierebbe le consultazioni per cercare di formare un nuovo governo. Se anche questa strada si rivelasse impraticabile Napolitano non avrebbe altra via che sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.
Ce n’è abbastanza perché i mercati vedano nero sull’Italia, punendo in misura ancora più dura rispetto al recente passato i suoi titoli di Stato e la sua Borsa (lo spread Btp/Bund ha raggiunto quota 575 punti base e il Ftse Mib a perdere oltre il 4%).