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Atlantia tramortita da vendite, schiaffo Milleproroghe ad ASPI. Non solo rischio revoca concessioni, spettro indennizzo più basso

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Giornata di forti vendite sul titolo Atlantia, che continua a rimanere ostaggio delle novità che arrivano dal governo italiano in merito alla “punizione” che la controllata ASPI meriterebbe per la tragedia del Ponte Morandi, avvenuta il 14 agosto 2018. Evidentemente la presenza del PD nel governo Conte bis non basta a placare le continue richieste dei pentastellati di fare giustizia.
E così è la stessa Atlantia che rende noto in comunicato di aver “appreso da organi di informazione che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre, in sede di adozione del decreto legge c.d. “Milleproroghe” avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l’altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di decreto legge”.

A fronte di questa nuova minaccia, si legge nella nota di Atlantia, il “Cda sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà, di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza”.
Ciò che fa tremare di più gli investitori, mettendo sotto pressione le quotazioni di Atlantia in Borsa, è la prospettiva che, con il decreto Milleproroghe, non solo avvenga la revoca della concessione a carico di Autostrade (fattore che continua ad assillare i mercati), ma che, a fronte di questa perdita, l’indennizzo ad Atlantia sia pure inferiore rispetto alle attese del gruppo della famiglia Benetton.

Rischio Aspi: Equita taglia target price Atlantia del 5%

Il tutto è riassunto in una nota di Equita, costretta a tagliare il target price su Atlantia del 5%, a 23,6 euro, rispetto alla chiusura dell’azione a Piazza Affari la scorsa settimana, a 22,07 euro. Il titolo la prende davvero male, accelera al ribasso cedendo alle 11.35 circa ora italiana il 4,57% a 21,06, vicino ai minimi intraday toccati in corrispondenza di 21 euro, confermandosi il peggiore dell’indice Ftse Mib.
La Sim cita per l’appunto il decreto “Milleproroghe” e il rischio che vengano apportati cambiamenti alle “regole per la revoca della concessione”, informando che Autostrade sarebbe pronta alla “risoluzione del contratto ” Secondo il Sole, il testo del decreto mille proroghe approvato dal governo senza l’ok di Italia Viva (di Matteo Renzi) e quindi ancora modificabile introduce alcune modifiche ai contratti in essere. E’ atteso per oggi il testo definitivo”.

Aspi e la novità dell’art 33 del decreto Milleproroghe

Viene ricordato che “l’articolo 13 (già anticipato), imporrebbe il blocco delle tariffe per le società che non firmano le nuove convenzioni basate sul sistema introdotto dall’Autorità dei Trasporti (RAB based)”. Ma la “novità è l’articolo 33, che prevedrebbe in caso di revoca non per inadempimento del gestore, un indennizzo pari al solo valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti e di eventuali costi/penali. Nel caso invece di revoca per inadempimento andrà detratto anche il risarcimento danni. Infine, l’indennizzo sarà riconosciuto solo dopo il pagamento dei creditori accertati in giudizio, mentre l’efficacia della revoca non è subordinata al pagamento dell’indennizzo e Anas subentrerà nella gestione”.
“Secondo il Primo ministro Conte -si legge ancora nella nota di Equita – il governo ha il diritto di intervenire per cambiare clausole di contratti in essere se sussiste un interesse pubblico. Secondo ASPI – invece – l’articolo 33 sarebbe incostituzionale e contrario al diritto europeo. ASPI sarebbe pronta a ricorsi legali e ha comunicato al governo che ci sarebbero i presupposti per applicare l’articolo 9 bis comma 4 del contratto e cioè la risoluzione. ASPI ha il diritto a risolvere il contratto in caso di modifica della concessione nel caso di inserzione automatica (per legge) di nuove norme, con indennizzo pari al NPV dei flussi di cassa futuri (senza lo sconto del 10%) e mantenimento della gestione fino al pagamento dell’indennizzo”.
In questa situazione, il giudizio di Equita non può non essere improntato a una maggiore cautela. “Continuiamo a ritenere che l’obiettivo del governo sia di rafforzare la propria posizione nella rinegoziazione del contratto con ASPI, ma se confermato l’articolo 33 sarebbe molto negativo“.
La prospettiva che ad ASPI venga revocata la concessione e che nel breve le autostrade vengano gestite dall’Anas, con in più la beffa di un indennizzo meno corposo, mette sull’attenti anche gli analisti di Akros, che conferma i rumor di stampa riportati da Equita:
“Il governo italiano ha rivisto un decreto che include cambiamenti alle regole per la revoca delle concessioni autostradali, stando alla bozza del documento ancora in fase di discussione (riferimento per l’appunto al decreto Milleproroghe). Questa è la nostra analisi: Bloomberg ha riportato che il decreto comprende disposizioni sulle concessioni autostradali e che l’operatore statale Anas gestirebbe in via temporanea le autostrade, in caso di una revoca. La misura implicherebbe anche modifiche nel modo in cui gli operatori autostradali verrebbero compensati in caso di revoca. La società riceverebbe solo una somma basata sugli investimenti già completati, stando alla bozza del decreto. Mettiamo in evidenza che c’è una spaccatura nella maggioranza sul decreto e che l’associazione per le concessioni autostradali ha già detto che il decreto non è in linea con la costituzione italiana e con le leggi dell’Unione europea”.
Detto ciò, “questa è sicuramente una cattiva notizia. Non è chiaro come il decreto influenzerà le trattative tra il governo italiano e Atlantia. Tuttavia, la spaccatura interna alla maggioranza su questa questione e i rischi di una lunga battaglia legale potrebbero ancora portare a un accordo sul contenzioso“, dunque a un patteggiamento.
Il punto tecnico
Grafico
Graficamente il titolo oggi infrange i 21,5 euro. Importante la chiusura. Se il titolo dovesse confermare in volatilità il superamento di tale supporto e RSI trovarsi al di sotto del 50, probabili accelerazioni verso 20,44 e 20 euro. Al rialzo invece il sentiment di mercato migliorerebbe sensibilmente sul break dei 22,6 euro e target 24,5 e 25 euro.