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L’asta Bot rassicura i mercati nonostante balzo dei rendimenti, Piazza Affari torna a respirare

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La volatilità regna sovrana su Piazza Affari  che comunque trova una boccata d’ossigeno dall’asta dei Bot a 12 mesi coperta interamente (bid-to-cover è stato di 1,55) nonostante l’inevitabile balzo dei rendimenti. Oggi sono stati collocati 6,75 miliardi di euro di titoli di Stato ad un anno con i rendimenti sui massimi dal settembre 2008. Il rendimento medio è risultato del 3,67%, in aumento rispetto al 2,147% precedente. Giovedì 14 luglio sarà il turno dell’asta di metà mese dei Btp. L’emissione riguarderà Btp con scadenza 2016, 2017, 2023 e 2026 per un ammontare complessivo fino a 5 miliardi di euro.


Durante la mattinata si erano diffuse voci di problemi legati al collocamento odierno di titoli di stato, con  Bankitalia che aveva prontamente smentito tale ipotesi.  La convulsa giornata odierna era partita con il Ftse Mib ancora in forte calo e arrivata a cedere quasi 5 punti percentuali (toccato minimo a -4,84% a 17.409 punti, livelli più bassi dall’aprile 2009) con lo spread del BTP decennale rispetto al Bund che ripetutamente ha aggiornato i massimi assoluti.


Il differenziale di rendimento (spread) tra il Btp italiano a dieci anni e il suo corrispettivo tedesco si è allargato fino a 347 punti base, nuovo record dall’introduzione della moneta unica europea. Spread che è poi tornata rapidamente indietro attestandosi a 310 punti base. Il rendimento dei BTP a 10 anni ha superato oggi per la prima volta dal 1997 la soglia del 6%.

“Se è vero che il rapporto deficit italiano è certamente non tra i più alti tra le nazioni europee – commenta oggi  Ben Taylor di CMC Markets – l’ammontare del debito in dollari è significativo e potrebbe causare problemi per le scadenze dei prossimi due anni. L’esperienza già vissuta con Grecia, Portogallo e Irlanda dimostra che quando il rendimento sul decennale arriva a toccare il 6% il flusso di vendite accelera al punto tale da portare il rating di questi titoli a quello junk”.


Intanto dal fronte politico arrivano segnali di forte coesione per accelerare l’iter di approvazione della manovra correttiva. Oggi il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha lasciato in anticipo Bruxelles, dove è in corso la riunione dell’Ecofin,  per andare a Roma “a chiudere il bilancio dell’Italia”. L’approvazione del Senato è attesa entro giovedì. Anche dall’opposizione arrivano segnali chiari volti a velocizzare l’approvazione con l’ultimo passaggio alla Camera del decreto definitivo che dovrebbe arrivare già domenica.


Alle 12.05 il Ftse Mib viaggia in calo dello 0,57% a quota 18.190 punti dopo essere riuscito per un breve frangente anche a passare in positivo. Segno più che campeggia davanti ad alcuni titoli bancari, tra i più colpiti nelle ultime 3 sedute. In particolare a muoversi in testa al Ftse Mib sono Intesa Sanpaolo (+1,44%) e Unicredit (+1,21%), entrambe in avvio di giornata avevano aggiornato i minimi dal 2009.