Stellantis +24% dai minimi in Borsa, è riscossa negli Usa. Ecco fin dove può arrivare
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Chiari segnali di risveglio per Stellantis con i dati sulle immatricolazioni che fanno il paio con il tentativo di risalita in Borsa in attesa del nuovo piano industriale in arrivo il 21 maggio. Intanto, stando a quanto riportato da Bloomberg il gruppo Stellantis avrebbe avviato negoziati preliminari per produrre veicoli elettrici in Canada con il partner cinese Leapmotor.
Assist da nuovi modelli
Nel primo trimestre dell’anno le vendite di Stellantis sono aumentate del 4% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente grazie al traino dei marchi Jeep, Ram e Dodge.
Jeep e Ram hanno lanciato sul mercato diversi veicoli e propulsori nuovi (o rivisitati), una strategia che potrebbe dare i suoi frutti in termini di crescita delle vendite. Chrysler, d’altro canto, ha introdotto a febbraio, a metà trimestre, una Pacifica rinnovata, l’unico veicolo offerto dal marchio.
Il titolo si riaccende in Borsa
In Borsa il tentativo di risalita per il titolo della quattroruote italo-francese è abbastanza convincente. Rispetto ai minimi annui a 5,31 euro toccati il 23 marzo, il titolo è risalito di circa il 24% anche se il saldo da inizio anno risulta ancora ampiamente negativo di oltre il 30%, con oltre tre quarti di valore in meno rispetto ai massimi toccati a marzo 2025. Ad oggi la capitalizzazione di Stellantis è di 19 miliardi.
Ad affossare il titolo nella prima parte dell’anno è stata la perdita netta monstre di 22,33 miliardi di euro sull’intero 2025 causata da 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari.
La guidance 2026 del gruppo guidato da Antonio Filosa prevede di migliorare progressivamente quest’anno i ricavi netti, il margine AOI e il free cash flows industriali, e di assistere a miglioramenti progressivi dal primo semestre 2026 al secondo semestre 2026. “Entro dicembre arriveranno nuovi modelli: Chrysler Pacifica rinnovata, Jeep Recon, Ram 1500 Srt Trx e Ram Power Wagon Diesel. Il tutto con il cliente al centro delle nostre attività”, sono state le parole di Filosa ai dipendenti di Stellantis negli States nella recente lettera in cui li ha ringraziati per l’impegno e la fiducia.
Spazio per risalita ulteriore
Tra gli analisti si conferma una certa cautela. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg indica infatti ad oggi per Stellantis solo 13 raccomandazioni ‘buy’ (comprare), pari al 36,1% del totale; sono invece 18 i giudizi ‘hold’ (50%) e 5 i sell. Il prezzo obiettivo medio staziona a 7,85 euro (a metà gennaio era di 10,1 euro), con un potenziale rialzista di oltre il 20% rispetto ai livelli attuali.
Preview primo trimestre 2026
Per il primo trimestre dell’anno gli analisti di Banca Akros prevedono che l’aumento dei volumi e l’andamento dei prezzi/mix in Nord America compenseranno gli effetti negativi dei cambi e dei dazi, determinando una graduale ripresa della redditività. Le consegne del primo trimestre sono viste aumentare di circa il 5% su base annua a 1,28 milioni di unità guidate principalmente dal Nord America (circa il 12% su base annua) che beneficia della reintroduzione di modelli iconici che a marzo hanno appena iniziato a essere consegnati dai concessionari, come si evince dai dati sulle vendite negli Stati Uniti che registrano un aumento del 15,5% su base annua (fonte: Motor Intelligence). Le consegne in Europa sono invece attese aumentare di circa il 4% su base annua, sempre grazie all’introduzione di nuovi modelli (Fiat e Citroën).
Akros indica ricavi in aumento di circa il 3% su base annua, raggiungendo i 36,87 miliardi di euro, influenzati negativamente dall’effetto cambio e parzialmente compensati dal prezzo/mix in Nord America (prezzo medio di vendita nel 1° trimestre 2026 in Nord America 49.000 euro contro 46.700 euro nel 1° trimestre 2025). Il prezzo/mix in Europa dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato su base annua.
L’ebit rettificato è atteso leggermente positivo nel 1° trimestre 2026 (circa 350 milioni), con un margine EBIT rettificato dell’1% circa, con sia il Nord America che l’Europa in pareggio.
“Nonostante le persistenti difficoltà macroeconomiche che incidono sul settore automobilistico (contrazione dei volumi negli Stati Uniti, tensioni geopolitiche, interruzioni della catena di approvvigionamento), prevediamo che Stellantis registri risultati solidi nel primo trimestre, grazie al miglioramento dei volumi e del mix di prodotti – con l’aumento della produzione e delle consegne dei nuovi modelli – che porterà a una graduale ripresa della redditività per l’esercizio 2026”, argomenta Akros che conferma buy con target price a 10 euro, ossia il 52% sopra gli attuali livelli.