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Ancora effetto tregua Usa-Cina sui mercati. Cauti Saipem ed Eni dopo vertice Opec

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Piazza Affari e le Borse europee proseguono al rialzo in scia ai guadagni di ieri scattati in seguito alla tregua commerciale raggiunta tra Stati Uniti e Cina. Il presidente americano Donald Trump ha confermato che le trattative commerciali con la Cina sono già iniziate. Inoltre, l’amministrazione Trump starebbe valutando dazi aggiuntivi sui beni dell’Unione europea per un valore di 4 miliardi di dollari.

Ftse Mib: si prepara all’assalto dei 21.500 punti

In Italia la questione del debito rimane in primo piano. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl con l’assestamento di bilancio e ha varato un decreto con misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica, per andare incontro alle richieste di Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione.

Il Ftse Mib si riporta sulla prima resistenza statica di medio termine importante in area 21.500 punti. Con il break dei 21.483 punto si aprirebbero le porte per il target di breve periodo dei 22.000 punti. L’impostazione grafica dell’indice italiano è ancora positiva e i 22.000 punti sono nel mirino. Solo la rottura con forza dei 22.000 punti spalancherebbe ai corsi praterie per tornare fino ai massimi del 2018 a 24.500 punti. Al ribasso invece un ritorno sotto i 21.000 punti potrebbero dare luogo a movimenti di breve verso 20.471 e 20.236 punti. Qui giace un importante supporto visto che passa anche la media mobile 200 periodi.

Per chi volesse operare sul Ftse Mib con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013487135. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013492317.

Brent: decisivo il break dei 67,3 dollari

Guardando il grafico, l’input importante per i titoli petroliferi sarà il break al rialzo del Brent dei 67,3 dollari, livello importante dove passa anche la media mobile 200 periodi. Al ribasso invece un peggioramento del sentiment del petrolio ci sarebbe con un ritorno sotto 64,32 dollari.

Si segnala inoltre che ieri, durante il vertice di Vienna, l’Opec ha recepito alla lettera il piano che la Russia e l’Arabia saudita avevano concordato durante il G20 di Osaka: tagli di produzione per altri 9 mesi, invece dei 6 mesi. L’Opec ha quindi archiviato senza difficoltà la pratica dei tagli alla produzione di petrolio che proseguiranno fino a marzo 2020.

Per chi volesse operare sul Brent con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013490691. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013490774.

Saipem: alla prese con la resistenza in area 4,6 euro

Saipem appare ben impostato dal punto di vista grafico. La divergenza positiva su RSI, sui minimi di maggio e giugno 2019, ha visto poi la conferma sui prezzi con il break della trend line ribassista e il pull back sulla stessa. Da qui i corsi hanno ripreso al rialzo con la rottura della media mobile 200 periodi. Ulteriore elemento positivo. In tale scenario, il livello da superare è quello dei 4,58 euro, che coincide con il 38,2% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a marzo del 2018.

Quindi con la rottura della fascia di prezzo tra 4,6 e 4,58 euro, Saipem potrebbe mettere nel mirino i 5 euro. Altrimenti da monitorare il supporto a 4,287 euro che coincide con il 50% di Fibonacci dove passa anche media mobile 200 periodi per evitare ricadute con target 4,187 e 4 euro.

Per chi volesse operare su Saipem con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013306376. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013417819.

Eni: mette nel mirino i 15 euro

E’ positivo il quadro grafico di Eni che, dopo aver segnato la divergenza rialzista sui minimi del 5 maggio e 3 giugno, ha confermato tale segnale con un break deciso della trend ribassista di breve termine, costruita sui massimi del 23 aprile e 17 maggio. Come si evince dal grafico, il titolo ha effettuato anche un pull back per poi ripartire al rialzo e infrangere la resistenza importante a 14,328 euro. Va detto che il break non è stato in forza, ma con una candela doji.

In tale contesto, il superamento dei 14,79 euro, massimo della seduta di ieri, Eni potrebbe trovare la forza per puntare ai 15 euro, dove passa anche la media mobile 200 periodi, e poi salire verso 15,35 euro. Al ribasso, invece, un ritorno sotto 14,32 euro potrebbe aprire la strada verso area 14 e 13,42 euro. Solo se infranto questo ultimo livello si avrebbe un deciso cambio di sentiment sul titolo.

Per chi volesse operare su Eni con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013494214. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013494313.