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Allarme UE per chi acquista Bitcoin: bolla prezzi può far perdere tutto, ecco i 7 rischi capitali per chi maneggia le criptovalute

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Autorità di vigilanza europee in allerta per il numero crescente di consumatori che stanno acquistando criptovalute inconsapevoli dei rischi connessi. le valute virtuali come il Bitcoin sono soggette a un’estrema volatilità dei prezzi e hanno mostrato recentemente chiari segni di una bolla dei prezzi. “I consumatori che acquistano valute virtuali devono essere consapevoli che esiste un alto rischio di perdere una grande quantità, o addirittura tutto, il denaro investito“, è l’allarme lanciato congiuntamente dalle agenzie europee responsabili per le banche (Eba), le assicurazioni e le pensioni (Eiopa) e mercati mobiliari (Esma).

Le autorità UE passano in rassegna in 7 capitoli i rischi dell’investimento in criptovalute. In primo luogo la volatilità eccessiva con il rischio bolla. Poi la mancanza di una protezione legale. Tra gli altri rischi elencati che la mancanza di trasparenza; nessuna certezza nel poter scambiare le valute virtuali con altre valute tradizionali e il rischio di ricevere informazioni ingannevoli da chi propone l’investimento in bitcoin.

Assenza di protezione legale

I consumatori possono negoziare le criptovalute attraverso piattaforme di scambio non sono regolamentate dal diritto dell’Unione Europea, il che significa che i consumatori che acquistano queste valute non beneficiano di alcuna protezione associata ai servizi finanziari regolamentati. Ad esempio, se uno scambio di Bitcoin fallisce o se i consumatori hanno il denaro rubato perché il loro account è soggetto a un attacco informatico; non esiste una legge dell’UE che copra le loro perdite.

Eba, Esma e Eiopa sottolineano poi come alcuni scambi di criptovalute sono stati sottoposti a gravi problemi operativi in passato. Durante queste interruzioni, i consumatori non sono stati in grado di acquistare e vendere le valute virtuali quando volevano e hanno subito perdite a causa delle fluttuazioni dei prezzi durante il periodo di interruzione.

Il Bitcoin, alla ribalta nel 2017 con un balzo dei prezzi del 1.400%, negli ultimi due mesi ha visto una volatilità estrema con violento sell-off dai massimi vicino a 20mila dollari toccati a metà dicembre. Nella scorsa settimana è prezzi sono scesi anche sotto i 6000 dollari, per poi riassestarsi sopra quota 8000 negli ultimi giorni.

Boom del criptomining (produzione abusiva)

Tra i fenomeni che si sono diffusi notevolmente negli ultimi mesi è quello del la produzione abusiva di criptomonete da parte di hacker che sfruttano la potenza di calcolo di una rete di computer all’insaputa della vittime. Questo fenomeno, chiamato criptomining, nel periodo luglio-dicembre 2017 ha visto nel mondo un’azienda su cinque colpita da un virus per la produzione di criptovalute (dati del rapporto Check Point Software Technologies).