Alitalia, Libonati si dimette

Berardino Libonati lascia la poltrona di presidente di Alitalia. Una dipartita, a meno di sei mesi dall’assegnazione dell’incarico (9 febbraio), che arriva in un momento delicato per la compagnia di bandiera italiana ancora alla ricerca di acquirenti dopo il fallimento della procedura di vendita.
E le voci di un possibile addio circolavano da tempo, ma si erano fatte sempre più insistenti solo dopo la brusca e inaspettata conclusione della gara per la privatizzazione, in seguito alla ritirata di AirOne di Carlo Toto. “Libonati – si apprende in una nota diramata in serata dalla società – ha motivato la rinuncia, dopo aver ricordato di aver accettato l’incarico in stretta correlazione alla procedura di vendita promossa dall’azionista di maggioranza della compagnia, in conseguenza della chiusura di detta procedura di vendita e delle prospettive che la società deve affrontare di apertura a soluzioni propriamente operative per cui ha ravvisato la necessità di capacità ed esperienze manageriali e conoscenze del settore”.
Adesso toccherà a Maurizio Prato, che prende il posto del dimissionario Libonati, il compito di transizione di traghettare il gruppo di via della Magliana nella mani di un futuro acquirente privato. Il ministero dell’Economia ha reso noto che i dirigenti del Tesoro, presenti nel consiglio di amministrazione di Alitalia, proporranno al prossimo consiglio di cooptare per Maurizio Prato in considerazione della pluriennale esperienza manageriale maturata in primarie società, nonché in processi di ristrutturazione aziendale e di privatizzazione.
Il nuovo presidente di Alitalia, pronto a operare “con ampie deleghe di gestione”, classe 1941, ha iniziato la sua carriera nell’Italstat, dove ricopre l’incarico di vice direttore generale. Poi passa alla Sifa, società del Gruppo Iri. Nel decennio dal 1989 al 1998 è stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Ora, ricopre la carica di presidente e amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni.