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Alberto Nagel, Mediobanca: per gli analisti “Love is in the air”

Gli ottimi risultati ottenuti dal modello Private & Investment Banking sostenuto dall’AD di Mediobanca ha minimizzato l’impatto del Covid.

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Alberto Nagel incassa la soddisfazione degli analisti: con Mediobanca “Love is in the air”

Il modello di private & Investment banking di Mediobanca sta dando risultati assolutamente sopra le previsioni, come fotografano i giudizi entusiasti dei principali analisti.

Citi dichiara che Mediobanca è il titolo bancario europeo più amato nel consensus sell-side (emblematico il titolo di approfondimento al riguardo dato da Citi stessa, intitolato appunto “Love is in the air”) e spiega come questo sia giustificato dal solido bilancio del gruppo, dal capitale elevato, dalla qualità e solidità degli asset e dalla redditività resiliente: “Dopo il primo impatto della pandemia, il business ha mostrato resilienza e ci aspettiamo aggiornamenti consensuali, che associati a ulteriore chiarezza nella governance e ad un potenziale di rendimenti elevati del capitale, confermino la nostra posizione positiva. Aumentiamo il nostro TP a 9,3 € a causa delle revisioni alle nostre stime di EPS. Mediobanca ha confermato la sua politica dei dividendi per l’anno e sta maturando circa il 70% di pagamento del capitale, dopo la prevista rimozione del limite della BCE sui dividendi. Compass ha mostrato un costo del rischio basso nonostante la pandemia e la maggior parte delle moratorie è scaduta (<10% rimanente). La crescita di WM è solida, con ulteriori margini di espansione”.
Secondo Kepler,Mediobanca ha riportato un buon insieme di risultati nel secondo trimestre, superando le nostre aspettative principalmente su commissioni e accantonamenti con una migliore qualità del credito. Mediobanca ha registrato buoni risultati con un forte contributo della divisione CIB, una buona performance nel Wealth Management e un Consumer Banking in ripresa. Aumentiamo il nostro TP da 9,3 € a 10 € a seguito dell’aumento della stima e dell’aggiornamento del TP per Generali”.
Giudizi positivi, infine, anche per Morgan Stanley, che sottolinea come “Mediobanca abbia riportato un altro solido set di risultati, portando così ad un rialzo delle stime successive al secondo trimestre, riflettendo commissioni, costi e LLP più bassi. Questo fa aumentare il PT da 9,5€ a 10€” e per Intermonte, che sottolinea come Mediobanca sia “sulla buona strada per ottenere risultati solidi e pagamenti di dividendi elevati”.
Anche l’agenzie di rating Standard & Poors a marzo ha migliorato l’Outlook di Mediobanca da “Negative” a “Stable” spiegando che il modello diversificato, l’approccio conservativo nella gestione dei rischi e la solida capitalizzazione siano adeguati a preservare il merito di credito di Mediobanca dai residui impatti della pandemia e rendano Mediobanca più resiliente dei propri competitor al difficile contesto economico e operativo

Alberto Nagel: risultati superiori alle attese per Mediobanca

Mediobanca contiene gli effetti del secondo lockdown e chiude il primo semestre 2020/2021 con 411 milioni di euro di utile, triplicato rispetto al semestre precedente, con ricavi in crescita del 10% a €1.301milioni; segna un calo di appena il 12,2% rispetto all’utile netto realizzato a fine 2019, quando però il Covid non aveva ancora fatto capolino nell’economia mondiale.
Nel 2021, Bce permettendo, tornerà anche il dividendo per Mediobanca che intende destinare alla retribuzione degli azionisti il 70% degli utili. L’ha dichiarato l’AD Alberto Nagel, presentando agli analisti una semestrale migliore delle attese.
Mediobanca ha mostrato una robusta ripresa dell’attività commerciale sostenuta dagli investimenti in tecnologia e nell’ampliamento della rete distributiva, che hanno permesso di mantenere l’attività con i clienti anche da remoto. Come evidenziato dall’AD Alberto Nagel, il ramo Corporate & Investment banking ha fatto registrare la miglior performance degli ultimi anni con ricavi in crescita del 50% a €364m spinti dalle commissioni. Anche la divisione Wealth Management ha accelerato con una raccolta netta di €2,3miliardi e ricavi in crescita del 6% a €302m, così come i risultati del Consumer Banking si mostrano in recupero dopo il rallentamento del primo semestre 2020, dovuto al primo lockdown, con ricavi di €515m e utile netto di €138m (+6%).
Sotto la guida dell’AD Alberto Nagel, conseguiti da Mediobanca anche importanti obiettivi non finanziari: carbon neutrality, emissione di green bond, progetti solidali di CheBanca!, migliorie nella Governance.
Mediobanca riesce dunque a coniugare redditività (ritorno sul capitale del 10%), qualità degli attivi (prestiti deteriorati netti 1,3%) e un bilancio decisamente solido (Core Tier 1 al 16,2%). L’istituto dunque cresce nonostante il contesto (lockdown, tassi bassi, iper-regolamentazione, impatto delle nuove tecnologie), ma quali sono gli elementi alla base di questa performance positiva?

Alberto Nagel conferma i target del piano strategico Mediobanca 2023

Una gestione rigorosa dei rischi ha permesso a Mediobanca di dimezzare il costo del rischio a 50bps, con indicatori tornati ai livelli pre-Covid, e con una qualità degli attivi ai massimi storici.
Il modello di business Mediobanca basato su tre attività bancarie specialistiche (Corporate & Investment Banking, Wealth Management e Consumer credit) ha consentito all’istituto guidato da Alberto Nagel non solo di minimizzare l’impatto del lockdown, ma anche di confermare i target di piano al 2023 proseguendo il percorso di crescita tracciato.
In particolare, Alberto Nagel ha sottolineato come le sinergie tra le attività di Wealth Management e le attività di banca d’affari, ramo in cui Mediobanca è leader in Italia (le classifiche degli advisor per il 2020 la vedono al primo posto), siano alla base di un’offerta di servizi che ha come target le famiglie imprenditoriali italiane. Un segmento particolarmente ricco – in Italia sono circa 600 le famiglie a capo di aziende di media dimensione – a cui Mediobanca è in grado di offrire sia servizi di advisory e capital market, tipici della banca d’affari, sia una sofisticata offerta di servizi di gestione del risparmio (come club deal per investimenti in società non quotate e asset immobiliari, o prodotti di asset management alternativi).
Anche la recente acquisizione, da parte dell’istituto guidato da Alberto Nagel, di Bybrook Capital, boutique londinese specializzata nella gestione del credito deteriorato, dimostra la volontà di rafforzare l’offerta di asset management alternativo al servizio di una clientela di fascia alta.
A posteriori, è dunque possibile affermare che il piano strategico tracciato dall’AD Alberto Nagel insieme al CdA Mediobanca sta portando risultati importanti, attraverso la crescita nel Wealth Management e l’ampliamento del focus dei servizi di banca d’affari anche al segmento delle medie imprese.

Alberto Nagel, “per Mediobanca prioritario crescere nel Wealth Management

Importanti in tal senso le dichiarazioni dell’AD di Mediobanca Alberto Nagel alla presentazione dei risultati, decisamente sopra le attese: nel Wealth Management, ossia nella gestione di grandi patrimoni e nel risparmio gestito, Mediobanca ha ottenuto ricavi pari a 302 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto ai sei mesi precedenti, mentre l’utile netto del comparto è balzato del 46%.
«Crescere nel wealth management ­– ha dichiarato Alberto Nagel è prioritario per noi e dobbiamo rimanere concentrati al massimo sulle linee del piano industriale. Un’acquisizione verrà considerata solo se completerà l’offerta o se sarà un acceleratore della parte distributiva italiana. In Italia – continua Alberto Nagel vogliamo accelerare la capacità distributiva per il private o per il premiere: oggi non ci sono situazioni attivabili, manteniamo un approccio vigile e opportunistico. L’acquisizione ha un senso se provoca un salto dimensionale che paga l’integrazione. Devono esserci alternative che per dimensione e qualità ci convincano».

Alberto Nagel, “Mediobanca conferma payout al 70% se BCE permetterà di distribuire dividendi

Il trend positivo evidenziato consente a Mediobanca di confermare, se la BCE lo permetterà rimuovendo  lo “stop” valido fino al 30 settembre, l’intenzione di pagare quest’anno un dividendo con un payout del 70%.
A tal proposito, sempre Alberto Nagel ha dichiarato: “se anche per il secondo anno consecutivo non dovessimo distribuire il dividendo che abbiamo in mente” a causa dei limiti imposti dalla Bce “a quel punto nel 2022 dovremo immaginare una politica di distribuzione che tenga conto del fatto che per due anni non abbiamo potuto dare la cedola agli azionisti“. Così l’AD di Mediobanca, Alberto Nagel, che durante la conference call con le agenzie di stampa dedicata ai conti del semestre non ha dunque nascosto le intenzioni di remunerazione degli azionisti da parte di Piazzetta Cuccia. Nagel ha anche precisato che, al momento, “non abbiamo preso una decisione sul 2022, ma se il payout al 70% sul 2021 non sarà possibile, è normale riconsiderare la politica della cedola l’anno successivo”.

Mediobanca: la riconferma di Alberto Nagel suggerisce un percorso all’insegna della stabilità

Il CdA appena rinnovato ad ottobre con un mandato triennale, riconfermando la guida di Alberto Nagel, può contare sul sostegno di un azionariato che oggi vede gli investitori istituzionali possedere il 50% circa del capitale, un nucleo di azionisti di “lungo periodo” che racchiude il 20% (accordo di consultazione più altri azionisti di lungo periodo), successivamente Leonardo Del Vecchio, con il 13% del capitale e facoltà di salire fino al 20%.
L’indipendenza del CdA, i solidi risultati di business – e i paletti imposti dalla BCE a Del Vecchio nell’autorizzare la sua salita fino al 20% del capitale – suggeriscono per Mediobanca un percorso all’insegna della continuità e della stabilità.
Proprio sul rapporto con gli azionisti si è espresso Alberto Nagel: «Con Delfin e Leonardo Del Vecchio abbiamo una costanza di interazioni proficue in cui, a lui come ad altri importanti azionisti, presentiamo la nostra strategia e i risultati. Dal punto di vista delle priorità e delle cose da fare – ha aggiunto Nagel – siamo assolutamente allineati. Siamo entrambi disponibili a valutare operazioni importanti qualora si presentassero sul mercato». C’è spazio per crescere per linee interne nel Wealth Management e per garantire «una buona remunerazione ai soci».
 

Alberto Nagel: “Draghi la persona migliore che il Paese ha espresso”

Un passaggio più ad ampio respiro, infine, a proposito del governo presieduto da Mario Draghi, sul quale Alberto Nagel ha dichiarato: “Si è resa disponibile la candidatura di una delle migliori persone che il paese ha espresso. Credo spetti alla politica non disperdere questa opportunità”.
Una leadership, quella di Draghi, che secondo l’AD di Mediobanca aiuterà a contenere lo spread riducendo la percezione del rischio-Italia tra gli investitori internazionali. “Lo spread italiano non ha ragione di essere più alto di quello di altri paesi del Sud Europa. Il nostro spread si può contenere al pari o al di sotto di quello spagnolo o portoghese” ha dichiarato Alberto Nagel.