Notizie Notizie Italia Al via l’assemblea chiave per il futuro di Mps, al voto il 64,11% del capitale. Giallo sul 4% mancante

Al via l’assemblea chiave per il futuro di Mps, al voto il 64,11% del capitale. Giallo sul 4% mancante

15 Aprile 2026 13:23

E’ il giorno della verità per Mps. A Siena si è aperta l’assemblea che ne deciderà le sorti. Testa a testa tra i due candidati ad, Lovaglio  (presente in assemblea) e Palermo. Gli azionisti a Siena votano il primo board dopo la privatizzazione e l’opas su Mediobanca. Quindici seggi in ballo contesi da tre schieramenti. La lista del cda sembra favorita, ma sarà Delfin ago della bilancia.

Affluenza più bassa delle attese con il 64,11% del capitale sociale al voto : dalla lettura del libro soci emerge che Delfin detiene il 17,53%, il gruppo Caltagirone il 10,26%, Blackrock il 4,98%, il Mef il 4,86%, Bpm il 3,74%.

La Fondazione Mps ha annunciato che non voterà in merito alla governance

Mentre il bilancio  2025 è passato con il voto favorevole del 99,62% del capitale presente. Contrari azionisti pari allo 0,04% del capitale, astenuti azionisti per lo 0,3% e non votanti soci per lo 0,02% del capitale. Il dividendo con il 99,9%, voti contrari lo 0,01%, le astensioni lo 0,07%.

In apertura di seduta Banca Monte Paschi Siena corre a Piazza Affari, il titolo segna +2,23%

Il giallo sull’affluenza

Con una affluenza del 64,11%, manca all’appello circa il 4% del capitale. Un pacchetto di azioni che, stando a quanto si apprende da fonti vicine al dossier, sarebbe stato inizialmente depositato per partecipare all’assemblea e successivamente ritirato prima della chiusura dei termini. Le ultime indicazioni raccolte fino a ieri sera parlavano infatti di una partecipazione intorno al 68,3%.

Ma entro le ore 20 era possibile revocare le deleghe di voto già conferite. Chi ha ritirato le azioni? 

La partita

Dopo mesi di contrasti, il giorno della resa dei conti è arrivato. Oggi l’assemblea di Mps andrà a eleggere i suoi nuovi amministratori. Per il posto di ad è testa a testa tra Fabrizio Palermo e l’ex ad Luigi Lovaglio licenziato per giusta causa. Difficile che possa arrivare ancora una volta al timone dell’istituto senese, ma intanto la lista di Plt Holding ha incassato i favori di Norges Bank e Blackrock. Tuttavia, se non ci saranno colpi di scena, la partita la porterà a casa la lista del cda uscente. Quella trainata da Francesco Gaetano Caltagirone (secondo azionista del Monte con il 13,5%), che porterà alla guida di Siena Palermo (con Maione confermato presidente).

A favore della lista del cda

Dovrebbero schierarsi per la lista del cda il Gruppo Caltagirone, secondo azionista con il 13,5% del capitale, Edizione della famiglia Benetton (1,4%), le casse di previdenza Enasarco, Enpam ed Enpaia (1,5%), il fondo Vanguard, accreditato di una quota superiore al 3%, più quei fondi ed azionisti istituzionali che si faranno guidare dai proxy advisors Iss e Glass Lewis, espressisi a favore della lista del cda pur con dei distinguo sui singoli candidati. Da capire come si muoverà anche Banco Bpm, il cui cda si è riunito oggi per decidere il da farsi.

Pro Lovaglio

Le indicazioni dei proxy non saranno però seguite da tutti: Norges Bank, titolare del 2,4% di Mps all’assemblea di febbraio, e Blackrock, che ha il 4,9%, anche se in assemblea interverranno entrambe con una quota sensibilmente inferiore, si esprimeranno a favore di Lovaglio. A favore del manager, che può contare anche sull’1,2% di Plt Holding, anche Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mps, titolare dello 0,2% della banca. “Il licenziamento di Lovaglio è un tema che la comunità senese non ha capito”, ha detto Rossi, “la gente in strada mi ha fermato e chiesto se a Siena siamo tutti pazzi, abbiamo trovato uno che ha salvato la banca e lo licenziamo”.

La Legge Capitali al debutto

In quella che è la prima applicazione della Legge Capitali, si procederà a una votazione sui singoli candidati della rosa, a cui parteciperanno tutti gli azionisti, anche quelli che hanno sostenuto Assogestioni o Plt Holding, con esiti poco prevedibili. La lista di maggioranza, a secondo dei livelli di consenso ricevuti, disporrà da un minimo di 8 e a un massimo di 12 consiglieri su 15 mentre le minoranze potranno ambire fino a 7 consiglieri.

Le risposte ai soci

Nelle risposte agli azionisti, a chi chiedeva di eventuali nuove operazioni straordinarie, la banca anche precisato di essere al momento «concentrata» sull’integrazione con Mediobanca e sulla relativa riorganizzazione societaria.

Montepaschi mantiene pendente presso il Tribunale di Roma la causa promossa dal gruppo Caltagirone, con un petitum di 741 milioni relativo agli aumenti di capitale 2008 e 2011. L’istituto indica il rischio come “remoto” dal bilancio 2024, escludendolo dalle principali voci di rischio legale 2025. Restano inoltre rapporti locativi preesistenti con società del gruppo. Il contenzioso complessivo raggiunge 2,83 miliardi a fine 2025, mentre le spese legali superano i 60 milioni annui, in linea con i costi per fornitori Ict (62 milioni).

Maione su solidità Mps

La solidità ritrovata di Banca Mps “ha contribuito a quella dell’intero sistema bancario non dimenticando mai le radici nel territorio”, ha detto il presidente della banca, Nicola Maione, in apertura di assemblea di bilancio. Ringraziando il cda “nessuno escluso” per aver consentito a Mps di raggiungere risultati incredibili, Maione ha aggiunto “non so come finirà l’assemblea con tutto il cda ci mettiamo la faccia, e sono sicuro di aver dato tutto quello che potevo per questa banca e lo farò sempre”.