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Airbnb dall’incubo Covid a IPO dell’anno a Wall Street, lo shock sugli affitti ha indotto nascita di un nuovo modello di business

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A Wall Street fa ancora clamore l’eco del debutto spumeggiante di AirBnB. Il colosso dell’home sharing ha stregato gli investitori con quotazioni più che raddoppiate nel primo giorno di contrattazioni e anche oggi  stanno prevalendo gli acquisti con titolo a ridosso di quota 150$ rispetto ai 68 dollari nel collocamento iniziale.
La capitalizzazione di Airbnb ha già raggiunto i 100 miliardi di dollari, valori ben superiori rispetto a gruppi leader del settore quali Booking (86 miliardi $), leader delle prenotazioni online di viaggi; stazionano a valori ben inferiori anche catene alberghiere globali come Marriott e Hilton (rispettivamente i 42 e i 29 miliardi di dollari di market cap).

Ma cosa c’è dietro il successo di AirBnB? 

Il ceo di Airbnb, Brian Chesky, prima dell’IPO ha sottolineato come l’azienda stava pensando a tutti quei cambiamenti in corso nel modo in cui i consumatori stanno organizzando i loro viaggi, visto anche lo smartworking oggi in uso presso moltissimi lavoratori. Airbnb è preferita da quelle persone che hanno una propensione a viaggiare ma preferiscono stare nella comodità di una casa piuttosto che in albergo, trend che però si è interrotto a causa del Covid. Lo sbarco in Borsa di Airbnb arriva proprio dopo che la pandemia quest’anno ha colpito vari settori tra cui quello turistico ma si spera in una ripresa con l’arrivo dei vaccini. Nel deposito presso la Securities and Exchange Commission (SEC), AirBnb ha sostenuto di aver catturato solo una piccola parte di quello che considera un mercato di 3,4 trilioni di dollari ma ha notato che il suo “modello di business ha iniziato a rimbalzare anche con viaggi internazionali limitati, dimostrando la sua resilienza”.
Secondo quanto sottolineato da Brian Chesky, le restrizioni Covid-19 hanno bloccato i viaggi internazionali e i viaggi d’affari, “ma è successo che le persone sono salite in auto e hanno iniziato a prenotare su Airbnb nel raggio di 300 miglia, anche soggiorni a lungo termine“. Chi lavorava da casa voleva lavorare da una casa più grande e studenti universitari fuori dal campus volevano fuggire dalla casa di mamma e papà mentre altri volevano vivere più vicino alle loro famiglie, ma non insieme. Da qui nel terzo trimestre, le entrate di Airbnb sono diminuite solo del 18% rispetto all’anno precedente, rispetto al calo di quasi il 60% che hanno visto nello stesso periodo sia Expedia Group Inc. che Marriott International Inc.. “Questa crisi ha rivelato quanto sia adattabile il nostro modello”, ha detto Chesky. Nata all’alba della crisi finanziaria del 2008 ora l’azienda si è quotato sul mercato durante una crisi sanitaria globale. “Qualunque cosa ci sarà in serbo per me –continua Chesky – non sarà così grave come perdere l’80% del nostro business in otto settimane”. “Dopo quello che abbiamo passato negli ultimi otto mesi, siamo assolutamente preparati per quello che ci aspetta e credo che vivremo in un mondo di incertezza per un po’ di tempo”.