Notizie Notizie Italia Addio a Giorgio Armani: il re della moda aveva 91 anni. L’impero e la successione

Addio a Giorgio Armani: il re della moda aveva 91 anni. L’impero e la successione

4 Settembre 2025 16:42

Addio a Giorgio Armani. In un breve comunicato ufficiale, il gruppo Armani ha annunciato la scomparsa del fondatore, morto all’età di 91 anni. Lo stilista ha continuato a lavorare fino all’ultimo, seguendo le collezioni e i progetti, incarnando fino in fondo il ruolo di leader carismatico e visionario del suo impero, rimasto uno dei pochi indipendenti del lusso italiano.

Armani: dal piccolo paese emiliano alla conquista del mondo

Nato a Piacenza l’11 luglio 1934, Armani si trasferì da giovane a Milano con tutta la famiglia. Dopo gli studi universitari, ha iniziato come vetrinista e buyer presso la Rinascente, scoprendo i segreti del commercio e sviluppando il suo occhio per la bellezza. Negli anni Sessanta ha ottenuto un lavoro da designer per Nino Cerruti, un’esperienza che l’ha avvicinato al mondo della moda.

Un momento decisivo fu il suo incontro con Sergio Galeotti: nel 1973 Armani aprì il suo studio a Milano, e due anni dopo nacque la Giorgio Armani Spa.

La prima collezione maschile, presentata per la primavera/estate 1976, introdusse un nuovo stile: abiti senza troppe forme, linee semplici e un’eleganza calma che cambiò l’immagine degli uomini, e poco dopo anche quella delle donne.

La creazione di un impero

Nel tempo, il marchio Armani ha superato i confini della moda, diventando un universo di lifestyle. Insieme alla moda si sono aggiunti accessori, cosmetici, arredamento (Armani Casa), ristoranti, alberghi e anche il mondo dello sport, grazie al controllo dell’Olimpia Milano.

L’azienda ha un fatturato superiore ai due miliardi di euro all’anno, con oltre 500 negozi monomarca e una presenza globale in Europa, America e Asia.

Nel 2024 i ricavi sono arrivati a circa 2,3 miliardi, con un utile di circa 600 milioni negli ultimi quattro anni. Questi numeri dimostrano la solidità di un’azienda rimasta indipendente, un’eccezione in un settore dominato da grandi gruppi come LVMH e Kering.

Armani aveva sempre “protetto” la sua creatura, definendo l’indipendenza dai grandi gruppi come un valore trainante per il Gruppo Armani. 

Il patrimonio di Giorgio Armani

Secondo Forbes, il patrimonio netto di Armani era stimato tra i 11 e i 13 miliardi di dollari, posizionandolo al 208° posto nella classifica mondiale dei più ricchi e al terzo in Italia.

Oltre al suo impero, il designer possedeva beni di grande valore, tra cui il megayacht Main, lungo 65 metri e valutato circa 65 milioni di euro. Un patrimonio frutto di una vita dedicata al lavoro, alla disciplina e a una visione imprenditoriale che univa stile e successo reale.

Il piano per la successione

Armani non ha lasciato eredi diretti, ma una sorella, Rosanna, e tre nipoti: Silvana e Roberta, figlie del fratello Sergio, e Andrea Camerana, manager e anche erede della famiglia Agnelli.

Tutti fanno parte del consiglio di amministrazione del gruppo, insieme a collaboratori storici come Pantaleo Dell’Orco e manager più giovani come Federico Marchetti, fondatore di Yoox.

Già nel 2016, lo stilista aveva creato un piano dettagliato per la successione, istituendo la Fondazione Giorgio Armani, con l’obiettivo di proteggere l’identità e le radici del marchio. Lo statuto societario, aggiornato nel 2023, prevede sei gruppi di azioni con diversi diritti di voto per assicurare stabilità e continuità. In particolare, il ruolo principale spetta alla Fondazione, che farà in modo che le decisioni importanti – come i piani di sviluppo, le acquisizioni e le strategie creative – seguano lo spirito dell’imprenditore.

Nel corso degli anni, Armani ha più volte dichiarato di aver preparato con pragmatismo il futuro del suo gruppo. “Voglio che ciò che ho costruito duri a lungo, anche senza di me”, aveva detto nel 2022. Lo statuto societario, approvato in assemblea straordinaria, indica linee guida non negoziabili, come il reinvestimento dei profitti, l’innovazione continua, la coerenza stilistica e una crescita globale ma prudente.

Quanto vale Armani e chi sarà Armani dopo Armani?: la view di eToro

“Il nodo centrale oggi non è “quanto vale Armani”, ma “chi sarà Armani dopo Armani”. Il rischio principale resta creativoArmani incarnava in sé proprietà, visione e stile, e il vuoto lasciato è il vero key-man risk del gruppo. Nessuna governance potrà sostituire il carisma di Re Giorgio. Ma l’aver codificato nello statuto i principi fondanti è la migliore assicurazione contro lo snaturamento del brand. Armani lascia un’eredità doppia: miliardi in patrimonio e un modello imprenditoriale disciplinato, capace (forse) di garantire continuità oltre la sua figura. Ma il suo vero valore non si misura solo nei multipli e nei numeri, ma nella capacità di trasformare questa transizione in un nuovo inizio.” Così Gabriel Debach, market analyst di eToro secondo cui “nel 2025 Giorgio Armani S.p.A. compie cinquant’anni. Nello stesso anno, all’età di 91 anni, si è oggi spento il suo fondatore. Due numeri che raccontano la doppia eredità di Re Giorgio: un marchio diventato istituzione e un patrimonio imprenditoriale che ora dovrà vivere oltre il suo creatore”. “Se l’esecuzione sarà all’altezza, Armani non diventerà soltanto un trofeo conteso dai conglomerati del lusso, ma resterà un’istituzione capace di dettare regole e stile anche nei prossimi decenni” conclude l’analista.