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Guardare all’acqua come investimento per unire performance e impatto positivo sull’ambiente. L’ETF Blue Economy tiene testa all’MSCI World

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L’acqua è destinata a diventare una risorsa sempre più importante per il pianeta, non solo dal punto di vista biologico ma anche economico. La Giornata mondiale degli oceani che si celebra oggi 8 giugno 2021 è l’occasione giusta per sottolineare i numeri della blue economy che ingloba al suo interno settori quali pesca, acquacoltura, turismo, biotecnologie marine, industrie estrattive, desalinizzazione, energia marina rinnovabile, trasporti marittimi, porti e servizi correlati, smaltimento dei rifiuti.
Tutti gli asset chiave legati all’oceano hanno un valore di circa 24 mila miliardi di dollari arrivando a rappresentare la settima economia mondiale (Fonte: WWF, Principles for a Sustainable Blue Economy, 2018). In tutto il mondo sono circa 350 milioni le persone che lavorano in settori legati al mare e, solo in Europa, sono 5 milioni gli occupati nel campo della blue economy, ovvero il modello di business sostenibile legato all’economia del mare. In Europa la ricchezza generata da questo comparto è cresciuta mediamente del 9,7% annuo tra il 2009 e il 2016, rendendo il settore della blue economy uno dei più strategici del futuro.

L’ETF Blue Economy tiene testa all’MSCI World

Prospettive che non passano inosservate tra gli investitori e l’ETF Blue Economy proposto da BNP Paribas Asset Management ha registrato una performance di +9,5% nel primo trimestre 2021, facendo meglio dell’MSCI World Net return index (fonte BNPP AM). L’ETF è stato lanciato nel settembre 2020 e rappresenta il primo fondo indicizzato dedicato a questo tema.
“Siamo convinti che investire nella blue economy possa essere decisivo per la lotta al cambiamento climatico e per tutelare la naturale funzione degli oceani di assorbimento delle emissioni di carbonio legate all’attività umana”, rimarca Robert-Alexandre Poujade, analista ESG di BNP Paribas Asset Management. “Per i risparmiatori che vogliono contribuire ad un futuro più verde e avere un impatto positivo sul pianeta – prosegue l’analista di BNP Paribas AM – questa è anche una grande opportunità per dare un significato più profondo ai propri investimenti. La comunità finanziaria deve svolgere un ruolo guida nell’incoraggiare le aziende ad adottare le migliori pratiche a favore della conservazione delle risorse marittime.”

I numeri della blue economy

  • I mari e gli oceani rappresentano un ricco “capitale naturale”: coprono il 70% del globo e occupano un’area di 360 milioni di chilometri quadrati.
  • 350 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo sono legati al mare con la pesca, l’acquacoltura, il turismo costiero e marino.
  • Oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo proviene dagli oceani e il 30% delle emissioni di carbonio viene assorbito dall’ambiente marino.
  • Oltre il 90% delle merci scambiate viaggia via mare, facendo del trasporto marittimo la chiave di volta dell’economia globale.
  • La blue economy produce mezzi di sussistenza per oltre 820 milioni di persone.
  • Il pesce fornisce a 3,2 miliardi di persone quasi il 20% dell’assunzione media di proteine animali.
(Tutti i dati precedenti provengono da: National Geographic 28 February 2018; European Union 2017/ourocean2017; ocean-climate.org; Maritime transport study 2018, United Nations/UNCTAD; Ifad.org/15 January 2019)

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