Ferretti al bivio: Permira decide in un mese tra quotazione e cessione
Mese decisivo per il futuro del gruppo Ferretti, attivo nel settore della nautica da diporto con una serie di marchi di rilevanza internazionale. Management e proprietà si trovano davanti alla scelta se quotare la società (sarebbe la seconda volta) o passare la mano ad un altro fondo di private equity che prenda il testimone di Permira, attuale proprietario del 70% delle quote. Lo sbarco in borsa, sul quale stanno lavorando l'advisor Lazard e lo sponsor Mediobanca, "continua a rimanere il nostro obiettivo importante di breve" ha più volte ripetuto l'a.d. Gabriele Del Torchio durante l'odierna conferenza stampa organizzata a Genova in concomitanza con il Salone Nautico. Il 2 ottobre scorso è stato consegnato in Borsa italiana il filing relativo, e tra fine novembre e inizio dicembre ci sarebbe lo sbarco sul listino. In borsa, tramite un'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione, dovrebbe arrivare il 40-45% del capitale, ceduto per la stragrande maggioranza da Permira, che così inizierebbe il processo di disinvestimento. Ma, ed è questa la novità, esiste ed è stata confermata anche una seconda opzione: un secondary buy out con un altro fondo di private equity sul quale starebbe lavorando, lontano da occhi indiscreti, Merrill Lynch. "L'elemento di novità rispetto ai piani di quotazione è la possibile vendita ad un fondo di private equity. Ci sono più soggetti che hanno fatto una proposta" ha detto Del Torchio. Ufficialmente nessun nome, ma ufficiosamente sarebbero tre i pretendenti ad oggi: si fanno i nomi di Apax, Bc partners e Pai. Le condizioni per la rinuncia alla quotazione le ha elencate invece il presidente, e secondo azionista, Norberto Ferretti: l'acquirente deve "garantire l'unità del gruppo e la continuità del management. Oltre, ma questo è sottinteso, offrire una cifra che ingolosisca Permira. Che non uscirà però subito dalla società. Analogamente alla quotazione, infatti, sembra che la società debba restare ancora nell'azionariato, magari con una quota simile a quella dello stesso Ferretti, di qualche punto percentuale inferiore al 20%. Lo ha confermato, a margine della conferenza, anche Del Torchio, che ha parlato di eventuale cessione della quota di controllo, non pari però al 70% attualmente detenuto dal primo azionista. L'occasione per la conferenza odierna, tenutasi nella Cittadella della nautica di Ferretti, è stata la presentazione dei risultati dell'esercizio 2005-2006, chiusi il 31 agosto. Il valore della produzione è stato pari a 770,4 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto all'esercizio precedente. Il margine operativo lordo si è attestato a 118,4 milioni di euro, +37,7%, mentre l'utile netto è cresciuto fino a 25,3 milioni, +118,8%. La posizione finanziaria netta migliora a -406,9 milioni di euro rispetto ai -496 milioni del 31 agosto 2005. Il numero delle imbarcazioni consegnate è stato pari a 461; erano 419 nell'esercizio precedente. Il bilancio, ha precisato la società, è stato redatto in conformità con i nuovi principi contabili internazionali Ias.