Alitalia: Cimoli, in questo scenario la compagnia è a rischio
O si cambia rotta sarà il crash. Appello quasi drammatico che emerge dal documento presentato dal presidente ed amministratore delegato di Alitalia, Giancarlo Cimoli, in una memoria presentata alla commissione Trasporti della Camera in vista dell'audizione in calendario settimana prossima. Nella memoria Cimoli elenca i numerosi fattori che impedirebbero alla compagnia aerea di raddrizzare i suoi conti. Cimoli ha rimarcato soprattutto come la compagnia non sia in grado di generare redditività neppure per il capitale già investito. "Mantenere lo status quo strutturale dell'industria significa che l'esperienza passata di progressiva erosione del capitale investito sarà ripetuta anche nel futuro, semmai con maggior rapidità, dato il veloce affermarsi di concorrenti low cost. In questo scenario chiaramente non vi sarebbe spazio per la sopravvivenza del network carrier nazionale, né tantomeno per lo sviluppo dell'attività, visto che ad un maggior numero di ore volate corrisponderebbero maggiori perdite". Uno svantaggio che si ritrova anche nei confronti con i concorrenti europei. Secondo il manager pesano su Alitalia i limiti posti dall'Antitrust all'acquisizione di nuove quote di mercato in Italia e la mancata apertura di una analisi antitrust sul settore degli aeroporti. La concorrenza sleale praticata da alcune compagnie che assumono personale italiano con contratti esteri da impiegare su tratta verso l'Italia "senza contributi previdenziali né fiscalità domestici". Inadempienze da parte di autorità e istituzioni che portano Cimoli a parlare di "mercato del più forte" e buono "per chi è più disposto ad operare contra legem". Ma soprattutto fanno male ai conti della compagnia.