News Notizie Italia Mellon Fund: Cowley, inizia la partita per la sterlina

Mellon Fund: Cowley, inizia la partita per la sterlina

Pubblicato 21 Settembre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:13
Ad essere onesti dovreste sempre essere molto sospettosi dei gestori di fondi che dicono cose come: "Il resto del mondo è facile da comprendere ma, per quanto riguarda il mio mercato domestico, quello è un caso particolare". Avete la sensazione che siano troppo coinvolti dalle confuse sottigliezze delle loro vite quotidiane per accorgersi di ciò che le persone al di fuori possano percepire. Ma stando seduti qui in Inghilterra e scrivendo a proposito dell'Inghilterra, appare chiaro come siano in atto fattori particolari che ci renderanno diversi in futuro e che non sempre in meglio. Ad esempio, il rafforzamento della sterlina ci ha reso perplessi. Sotto molti punti di vista la sterlina è il "Dollaro europeo"; prendiamo troppo denaro a prestito, dipendiamo troppo dalla cortesia degli stranieri, consumiamo troppo, dipendiamo troppo dall'ingegneria finanziaria. In breve, è tutto sbagliato e la
nostra moneta, quest'anno, è già cresciuta più di tutte le principali valute.

Di fronte all'indebolimento del dollaro americano ci si sarebbe potuti aspettare che anche la sterlina inglese (in termini relativi) potesse subire ribassi rispetto ad altre valute, ma non è successo. Si potrebbe obbiettare che parte della motivazione è teorica. Dal punto di vista dell'inflazione complessiva, abbiamo fatto piuttosto bene rispetto alle nostre controparti europee. In mancanza dell'ingresso nell'Unione Monetaria Europea (ancor più improbabile con Gordon Brown, il prossimo leader del partito laburista al potere) il valore della sterlina sta attualmente crescendo oltre il suo valore teorico . Da questo punto di vista la sterlina sembrerebbe una valuta europea ad alti rendimenti. Ma andando avanti esistono fattori che complicano la situazione. E' un dato di fatto che tutti i paesi che ospitano grandi eventi sportivi sperimentano tendenze inflazionistiche negli anni precedenti e seguenti all'evento.

Ci sono state alcune interessanti analisi sugli effetti sociali ed economici di tali grandi eventi sportivi che mostrano come le cose diventino distorte in tali occasioni. Il mercato immobiliare, la disponibilità di beni e servizi, tutto aumenta di prezzo in modo piuttosto prevedibile mentre l'economia locale si espande. Vi basti guardare il profilo inflazionistico di luoghi come la Spagna (Giochi Olimpici di Barcellona, 1992), Sydney (Giochi Olimpici del 2000) e più recentemente la Germania (i campionati del mondo della FIFA 2006) per accorgersi di quanto
ciò sia vero.

In Inghilterra si è discusso molto del fatto che nei passati due anni abbiamo visto più di 500.000 immigrati dall'Europa dell'Est arrivare ai nostri confini e ognuno di essi ha colmato vuoti nel mercato del lavoro e
di ciò dovremmo essere grati. Ma questa immigrazione aumenta gli effetti dell'inflazione all'interno della nostra economia. La pressione inflazionistica si fa sentire su alloggi e abitazioni, infrastrutture e servizi, che a loro volta hanno effetti economici ad ampio raggio e che pongono nuove sfide alla Bank of England. Il sud dell'Inghilterra è senza dubbio la zona più produttiva dell'economia del Regno Unito, e nei prossimi due anni i lavori associati alle Olimpiadi del 2012 a Londra daranno impulso all'intera economia. Anche se nei prossimi mesi si prevede una fase di recessione sulla scia della tendenza americana la spinta aggiuntiva proveniente da uno dei maggiori eventi sportivi potrebbe immunizzarci dagli effetti peggiori del declino. Ciò si aggiunge ad un altro evento altrettanto spiacevole; tra tutte le nazioni sviluppate il Regno Unito è l'unico che mostra costantemente un livello di disoccupazione al di sotto di quello associato all'inflazione in accelerazione. Considerando tutto ciò la Bank of England potrebbe dover rispondere alzando i tassi di interesse nei prossimi anni più di quanto non avrebbe fatto altrimenti, in termini sia assoluti che relativi.

In un mondo che brama rendimenti, i differenziali dei tassi di interesse potrebbero arrivare a monopolizzare l'attenzione degli investitori e esiste la possibilità che la sterlina rimanga più forte di quanto avremmo potuto
immaginare pensando unicamente al concetto del "dollaro europeo". Allo stesso tempo il mercato immobiliare inglese scamperà i danni della Global Real Estate Deflation esportata dagli Stati Uniti. In effetti potrebbe anche
rimanere un problema isolato agli Stati Uniti poiché è stato portato troppo all'estremo. Dovremmo considerare il profilo inflazionistico inglese negli anni a venire. Indubbiamente, esiste una deflazione dei prezzi al dettaglio in occidente attualmente compensata dall'inflazione dell'energia e dei servizi, mantenendo
l'inflazione ad un livello basso e stabile. Ma il Regno Unito è un caso particolare a causa dei giochi olimpici e della disoccupazione, e la Bank of England potrebbe trovarsi a far fronte nei prossimi anni a problemi molto più
difficili da controllare. Con il break-even dei tassi di inflazione al 3% sui mercati Index Linked può darsi che il messaggio sia arrivato a destinazione e che questi titoli insieme alla sterlina rappresentino qualcosa di buono su cui scommettere negli anni a venire. A cura di www.fondionline.it