News Notizie Italia Finmeccanica chiude I sem. con valore della produzione a 5,965 mld (+20%)

Finmeccanica chiude I sem. con valore della produzione a 5,965 mld (+20%)

Pubblicato 13 Settembre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:12
Finmeccanica ha archiviato il primo semestre 2006 con un valore della produzione di 5,965 miliardi di euro, in progresso del 20% rispetto all'analogo periodo 2005, con una crescita organica nell'ordine del 9%. L'ebit ha raggiunto quota 305 milioni (+22%) mentre l'utile netto si è attestato a 575 mln (+448%). Escludendo la plusvalenza realizzata sull'OPV di Ansaldo STS, l'utile netto ammonta a 170 milioni con un incremento di 65 milioni (+62%) rispetto allo stesso periodo del 2005. Il portafoglio ordini è salito a 35,2 miliardi di euro, equivalenti a circa 3 anni di attività del gruppo. L'indebitamento finanziario netto è salito a 1.462 milioni di euro rispetto ai 1.100 del 31 dicembre 2005 con un incremento di 362 milioni "e sconta - come di consueto alla fine dei primi sei mesi - la stagionalita' del business, che vede gli incassi concentrati nella seconda meta' dell'anno", si legge nella nota. Su questo dato incidono inoltre due fattori in modo sostanziale: il pagamento relativo all'Opa lanciata nel 2005 per l'acquisizione della residua quota di Datamat (89 mln) e l'erogazione del dividendo ordinario (131 mln) e di un dividendo straordinario (80 mln) conseguente al favorevole esito della quotazione di Ansaldo Sts che ha prodotto incassi complessivi per 458 mln. Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato, ha commentato: " I risultati del primo semestre 2006 costituiscono un'ulteriore prova della solidità del nostro business dal punto di vista commerciale ed economico-finanziario. La flessibilità patrimoniale raggiunta, accresciuta dopo le operazioni Ansaldo STS e Avio, ci consente di guardare con notevole fiducia ai prossimi sviluppi strategici, basati sui prodotti chiave di Finmeccanica, su un ulteriore rafforzamento delle competenze sistemistiche del gruppo e sulle prospettive offerte da un insieme più ampio di mercati di riferimento".