Da Marte agli inferi, SpaceX precipita ancora. Ma per analisti Wall Street l’upside ora è spaziale
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Mentre Wall Street esulta grazie al sospiro di sollievo arrivato dal dato sull’inflazione, che allontana lo spauracchio di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, in Borsa c’è chi ha smarrito la bussola dopo il debutto da record.
SpaceX dal paradiso agli inferi
Ieri il titolo SpaceX ha chiuso poco sopra quota 136 dollari, ossia un solo dollaro sopra il prezzo dell’Ipo dei record. Dopo una prima settimana di euforia, il titolo del colosso aerospaziale è tornato gradualmente verso il prezzo di collocamento, alimentando i dubbi degli investitori sulla sostenibilità di multipli così elevati di una società in perdita. Un segnale che il mercato guarda con attenzione anche in vista delle prossime attese maxi-matricole del listino americano.
Le azioni del gruppo guidato da Elon Musk erano arrivate a una valutazione vicina ai 3.000 miliardi di dollari nelle sedute successive al collocamento. Da quei massimi il ridimensionamento è stato rapido. Ai massimi post-Ipo, SpaceX aveva toccato 225,64 dollari per azione. Pertanto alla chiusura di ieri a 136,08 dollari, appena sopra il prezzo di collocamento di 135 dollari, segna quasi -40% rispetto al picco toccato circa un mese fa.
Marcia indietro non è finita?
Il rapporto prezzo/ricavi stimato futuro di SpaceX supera le 30 volte, tra i più alti dell’indice Nasdaq, di cui SpaceX fa parte da una settimana. In prospettiva sul titolo graverà anche l’incognita legata i lock-up che porteranno nei prossimi mesi al possibile rilascio sul mercato di azioni da parte di insider, dipendenti e primi investitori. “Non crediamo ancora che SpaceX abbia raggiunto il suo minimo”, indica Ken Mahoney, ceo di Mahoney Asset Management.
A ciò si aggiungono le preoccupazioni per una concorrenza internazionale sempre più aggressiva nel settore dei lanci spaziali e un generale raffreddamento del comparto tecnologico.
Il raffreddamento dell’entusiasmo non riguarda solo SpaceX. Il titolo è diventato il simbolo di una fase in cui gli investitori stanno riconsiderando il premio riconosciuto alle società più legate all’intelligenza artificiale.
Tra le banche d’affari domina invece l’ottimismo
Nonostante il brusco dietrofront in Borsa, gli analisti che post-Ipo si sono espressi su SpaceX invitano a distinguere tra andamento del titolo nel breve periodo e prospettive industriali della società. SpaceX continua infatti a mantenere una posizione dominante nei lanci commerciali, nello sviluppo della costellazione Starlink e nel programma Starship, elementi che alimentano aspettative di crescita di lungo periodo. Tuttavia il mercato sembra chiedere prove concrete prima di continuare a riconoscere valutazioni da record.
Stando al consensus raccolto da Bloomberg, più di una dozzina di banche d’affari, tra cui Morgan Stanley, JPMorgan Chase e Goldman Sachs, hanno iniziato la copertura con raccomandazioni d’acquisto. Oltre l’80% degli analisti di Wall Street che seguono SpaceX dice “buy” con prezzo obiettivo medio a ben 236,25 dollari, superiore a oltre il 70% rispetto alla chiusura di ieri.
Un avvertimento per OpenAI & co.?
Il caso SpaceX rappresenta così un banco di prova per l’intero mercato delle nuove quotazioni. Se anche la più attesa Ipo degli ultimi anni fatica a mantenere l’entusiasmo iniziale, gli investitori potrebbero adottare un approccio più prudente verso le prossime grandi matricole attese a Wall Street, soprattutto nei settori dell’intelligenza artificiale. Le future quotazioni – tra le quali le più attese sono quelle di OpenAI e Anthropic – potrebbero quindi essere costrette a presentarsi sul mercato con valutazioni meno alte per conquistare la fiducia degli investitori.