Notizie Notizie Italia Poste scalda i motori dell’Opas su Tim: varato l’aumento del capitale. La stime di Barclays sulla semestrale

Poste scalda i motori dell’Opas su Tim: varato l’aumento del capitale. La stime di Barclays sulla semestrale

8 Luglio 2026 10:05

In attesa dei conti del primo semestre, il board di Poste ha esercitato la delega conferita dall’assemblea il 18 giugno e propedeutica all’aumento legato all’Opas du Tim. L’operazione prevede la prossima emissione di 371.986.879 azioni ordinarie, in una o più volte e in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione come previsto in questi casi dall’articolo 2441, comma 4, primo periodo, del codice civile.

Va ricordato che l’Opas prevede l’offerta di 0,218 azioni Poste di nuova emissione e una componente in contanti pari a 0,167 euro per ogni azione Tim conferita. Il valore complessivo dell’operazione, tra titoli e cash, è pari a 10,8 miliardi.

I tempi

Stando alle ultime indicazioni l’operazione dovrebbe essere avviata ad agosto per concludersi poi a settembre. L’obiettivo industriale resta arrivare idealmente al 100% per procedere poi al delisting e favorire al massimo le sinergie tra i due player.

Integrazione e dividendi

Secondo un’analisi di Barclays che punta i riflettori sulla fusione, il mercato guarda soprattutto a eventuali aggiornamenti sul calendario e sulle modalità di esecuzione dell’acquisizione di Tim. Barclays ricorda di aver recentemente pubblicato uno studio approfondito su Poste Italiane, evidenziando come l’integrazione con Tim possa rappresentare un’importante leva di creazione di valore, affiancandosi ai punti di forza già espressi dal gruppo nella sua strategia integrata tra servizi finanziari, assicurativi e digitali.

Gli analisti continuano inoltre a ritenere che uno dei principali punti di forza dell’investment case di Poste resti la capacità di generare cassa e distribuire dividendi. Anche dopo il perfezionamento dell’operazione Tim, il rendimento del dividendo dovrebbe continuare a rappresentare un elemento di sostegno per il titolo, mentre la robusta generazione di cassa potrebbe finanziare ulteriori investimenti per sostenere la crescita della società di telecomunicazioni.

I risultati del secondo trimestre

Intanto è conto alla rovescia per i risultati del secondo trimestre di Poste Italiane che dovrebbero confermare le indicazioni fornite dal management per l’intero esercizio, con un proseguimento delle dinamiche positive già emerse nei primi tre mesi dell’anno, in particolare nel comparto dei Servizi Finanziari.  Poste Italiane pubblicherà i risultati del secondo trimestre il prossimo 24 luglio.

Barclays stima un utile netto di 506 milioni di euro, che salirebbe a 562 milioni escludendo il contributo di TIM, mentre l’Ebit è previsto a 840 milioni di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per l’intero 2026, la banca d’investimento prevede un Ebit di gruppo pari a 3,475 miliardi di euro, un utile netto di 2,654 miliardi (2,339 miliardi al netto del contributo di TIM) e un dividendo per azione di 1,30 euro.

Focus sui Servizi Finanziari

Il comparto dei Servizi Finanziari dovrebbe continuare a rappresentare uno dei principali motori della crescita. Barclays prevede per il 2026 un margine di interesse (Net Interest Income, NII) di circa 2,8 miliardi di euro e plusvalenze per 170 milioni.

Nel secondo trimestre il NII è atteso in aumento del 5% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre non sono previste plusvalenze nel periodo. I ricavi derivanti dai prodotti di risparmio postale dovrebbero crescere del 2% su base trimestrale.

Durante la presentazione dei risultati, gli analisti seguiranno con particolare attenzione gli aggiornamenti sull’evoluzione del margine di interesse e sul bilanciamento tra prodotti postali e soluzioni di wealth management in vista del 2026. Per l’intero esercizio, Barclays stima un Ebit dei Servizi Finanziari pari a 1,108 miliardi di euro.

Assicurazioni in crescita

Per la divisione Assicurazioni, Barclays prevede ricavi nel secondo trimestre pari a 490 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al trimestre precedente, mentre il Solvency Ratio dovrebbe migliorare di un punto percentuale, raggiungendo il 295%.

Tra gli elementi più osservati durante la presentazione dei risultati figurano i flussi della raccolta Vita, considerati un indicatore chiave per valutare l’andamento del business. Per il 2026, gli analisti stimano un Ebit della divisione pari a 1,661 miliardi di euro.

Le attese sulle altre divisioni

Nel comparto Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione, Barclays prevede un calo del 3% dei ricavi della corrispondenza rispetto al secondo trimestre del 2025, compensato da una crescita del 10% dei ricavi dei pacchi su base annua, pur in lieve flessione (-1%) rispetto al primo trimestre. I costi sono attesi in diminuzione del 3%, con un Ebit di circa 45 milioni di euro. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle indicazioni del management sull’evoluzione del mercato dei pacchi nel 2026.

Per la divisione Pagamenti, Mobile e Digitale, i ricavi sono attesi a 436 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto al trimestre precedente e dell’8% su base annua. L’Ebit dovrebbe invece registrare una flessione dell’8% rispetto al primo trimestre e del 2% rispetto a un anno fa. Barclays ritiene che gli investitori seguiranno con interesse gli aggiornamenti sul business dei pagamenti e sull’attività nel settore energia, ricordando che quest’ultima presenta una marcata stagionalità, con ricavi generalmente più deboli nel secondo trimestre e più robusti durante l’inverno e l’estate. Per il 2026, l’Ebit della divisione è stimato a 630 milioni di euro.

Valutazione e target price

Barclays precisa di aver apportato soltanto lievi aggiustamenti tecnici alle proprie stime e conferma il target price sul titolo Poste Italiane a 35,20 euro. Ai prezzi correnti, il gruppo tratta a circa 14 volte gli utili attesi per il 2026 e offre un dividend yield intorno al 4%.