Il private credit scuote le banche: HSBC stoppa i finanziamenti ai fondi più rischiosi
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Il mercato del private credit, che ha avuto un boom durante gli anni di elevati tassi di interesse, sta ora subendo gli effetti del rallentamento economico e dell’inflazione, mettendo a rischio la solidità del settore. Molte banche tradizionali, che sono entrate nel comparto seguendo i grandi e più flessibili fondi di investimento, hanno perso l’appetito per il rischio e cominciano a tirarsi indietro. La londinese HSBC, la più grande banca europea, ha deciso di ridimensionare fortemente la sua esposizione nel settore.
Dopo alcuni spettacolari fallimenti, calato l’appetito per il rischio
A creare inquietudine è una sequela di fallimenti di alto profilo di imprese finanziate attraverso il private credit, che ha fatto nascere qualche dubbio sugli standard degli intermediari che vengono finanziati da fondi e grandi banche. Come riporta il Financial Times, HSBC nelle ultime settimane ha informato diversi suoi clienti della decisione di interrompere i finanziamenti ai fondi di private credit i cui rendimenti non venivano più ritenuti sufficienti a giustificare il rischio, secondo quanto riferito da persone informate sui fatti.
HSBC quindi ridurrà la base di clienti del settore, focalizzandosi solamente su quelli meno rischiosi. L’interesse per il private credit resta vivo, ha detto un portavoce delle banca, e queste azioni vanno viste nell’ottica di “un aggiustamento della tolleranza al rischio per il settore”.
Anche Barclays si è scottata nel settore e ha ridotto la sua esposizione
HSBC è solo l’ultima banca in ordine di tempo a tagliare la propria esposizione verso la fascia più rischiosa del mercato del private credit. Già ad aprile C.S. Venkatakrishnan, ceo di Barclays, aveva dichiarato che la banca stava “limitando i finanziamenti a determinate controparti della finanza strutturata”.
Il settore è stato scosso da diversi fallimenti spettacolari che hanno incoraggiato un atteggiamento molto prudente. Ma le mosse di HSBC e Barclays costringeranno i fondi di private credit a cercare forme alternative di finanziamento a condizioni simili, affinché i loro prestiti continuino a essere redditizi.
L’infrastruttura del private credit: le banche forniscono il back leverage
I fondi di private credit tendono a finanziare aziende medio grandi già mature, che si trovano in condizioni particolari per cui i tradizionali canali di indebitamento risultano troppo rigidi o poco flessibili. Il private credit interviene proprio per smussare questi angoli, richiedendo un tasso di interesse più alto.
Ma a fare da puntello ai fondi di private credit vi è la leva finanziaria di secondo livello, il cosiddetto “back leverage” fornito da istituti come HSBC. Le banche ogni anno prestano centinaia di miliardi di dollari con il back leverage, garantendosi teoricamente una linea di ricavo molto profittevole. Tuttavia, questo significa anche che le banche sono esposte indirettamente ai rischi di cattiva performance dei prestiti.
Sia HSBC che Barclays sone rimaste scottate dall’implosione, accompagnata da accuse di frode, del fondo Market Financial Solutions (MFS) avvenuta in febbraio.
MFS era un cosiddetto “bridging lender”, ossia una società specializzata in prestiti ponte, soprattutto nel settore immobiliare. A sua volta MFS si finanziava anche tramite strutture di private credit. Nel caso specifico Barclays aveva fornito liquidità a MFS direttamente, mentre HSBC lo aveva fatto tramite Atlas, una divisione immobiliare del fondo Apollo. Il risultato è stato simile: Barclays ha dovuto accantonare 228 milioni di sterline per coprire le perdite mentre HSBC ha subito una svalutazione di 400 milioni di dollari.
“Abbiamo esaminato le nostre pratiche di prestito e non ci è piaciuto quello che abbiamo visto”, ha detto un banchiere al FT.
Le autorità di regolamentazione hanno lanciato sempre più spesso l’allarme sui legami tra le banche e fondi di private credit. La BCE ha spesso messo in guardia dal rischio di eventuali shock che possano essere “trasmessi, amplificati e ridistribuiti” all’interno del sistema finanziario.
HSBC ha dichiarato di avere “un’offerta che copre ogni fase del mercato del private credit” e di essere concentrata nel “sostenere operazioni a livello globale per i nostri clienti più importanti, nelle regioni in cui vediamo il maggior potenziale di crescita”. Barclays ha preferito non rilasciare commenti.