Lagarde difende la stretta sui tassi e guarda a Parigi: ipotesi dimissioni anticipate?
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Christine Lagarde difende la stretta monetaria della BCE e conferma una linea prudente davanti a un’inflazione di fondo ancora in accelerazione. In un’intervista a Les Échos, la Presidente dell’Eurotower ha rivendicato la decisione di alzare i tassi l’11 giugno, spiegando che lo shock esterno dal lato dell’offerta si sta già trasmettendo all’economia reale.
Ma il passaggio più politico riguarda il suo futuro: Lagarde, il cui mandato scade a ottobre 2027, non esclude un ruolo nel dibattito presidenziale francese per far sentire una voce europeista contro le spinte euroscettiche.
Lgarde non arretra sui tassi
La Banca Centrale Europea tira dritto sulla strada del rigore monetario. La Presidente Christine Lagarde ha difeso con fermezza la decisione dello scorso 11 giugno di innalzare i tassi di interesse di riferimento, definendola la scelta corretta nonostante il successivo cessate il fuoco di 60 giorni concordato tra Iran e Stati Uniti. Secondo Lagarde, l’istituto di Francoforte si trova a gestire uno shock esterno dal lato dell’offerta che sta propagando i suoi effetti indiretti sull’intera economia.
Nonostante la crescita per l’area euro sia stata limata appena allo 0,8%, la solidità del mercato del lavoro e del settore bancario giustificano una postura prudente. Per il futuro economico, la Presidente ha inoltre esortato l’Europa a mobilitare i suoi 35.000 miliardi di euro di risparmi dormienti attraverso l’attuazione delle riforme strutturali delineate nei rapporti Draghi e Letta.
Inflazione core in accelerazione
Il principale motore della fermezza della BCE resta la dinamica dei prezzi. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari, ha registrato un’accelerazione passando dal 2,2% al 2,5%, spinta soprattutto dal comparto dei servizi, cresciuto del 3,5% rispetto al 3% stimato. Con proiezioni d’inflazione fissate al 3% per il 2026, al 2,3% per il 2027 e al 2% per il 2028, la direzione della politica monetaria appare tracciata, anche se Lagarde non ha voluto anticipare mosse per le prossime riunioni, ribadendo l’approccio guidato dai dati macroeconomici.
Parallelamente, sul fronte della transizione ecologica, la Presidente ha confermato che il cambiamento climatico è ormai parte integrante dei modelli predittivi della banca e della gestione dei rischi, con l’applicazione di penalizzazioni (haircut) sui titoli di garanzia legati a beni situati in aree ad alto rischio ambientale.
Lagarde guarda al 2027
Le dichiarazioni più sorprendenti riguardano però il futuro personale di Lagarde e il suo mandato, in scadenza naturale a ottobre 2027. Sebbene abbia riaffermato l’intenzione di rimanere a bordo della nave BCE per garantire la stabilità dei prezzi in tempi turbolenti, la Presidente non ha escluso l’ipotesi di dimissioni anticipate nel caso in cui lo scenario economico dovesse calmarsi. Lagarde ha manifestato il forte desiderio di far sentire una “voce europea” nel dibattito per le elezioni presidenziali francesi del 2027, dichiarandosi pronta a un confronto franco con i candidati per contrastare visioni euroscettiche.
Pur smentendo con una battuta l’ipotesi di una sua discesa in campo diretta o di un sostegno formale a un candidato, la porta a un addio precoce a Francoforte per scendere nell’arena politica parigina resta aperta.