Commodity della settimana: cacao, fondamentali in contrasto, future sui massimi a cinque mesi
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Il future del cacao continua a muoversi in prossimità dei massimi da 5 mesi e mezzo, dopo il rally di oltre il 20% messo a segno nelle ultime due settimane. Le piogge intense che stanno colpendo Costa d’Avorio e Ghana, primi due produttori mondiali, alimentano i timori su un raccolto 2026/27 in calo e mantengono il mercato sotto tensione. Domanda fisica ancora debole a controbilanciare la pressione sullo scenario macro. Di seguito il commento tecnico al grafico del future.
Mercato del cacao: la condizione di domanda ed offerta
Cacao
a rubare la scena nel mondo commodity, con l’incertezza sul prossimo raccolto ovest-africano, principale fonte globale, ad essere il fattore dominante. Le piogge accumulate a giugno in Costa d’Avorio e Ghana hanno già raggiunto livelli prossimi alla media dell’intero mese, con l’eccesso di umidità ad aumentare il rischio di marciume bruno e altre patologie fungine, proprio nella fase critica di formazione e maturazione delle cabosside. Le prime rilevazioni sulla campagna 2026/27 ivoriana indicano stime preliminari attorno a 1,7-1,8 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai circa 2,2 milioni della stagione 2025/26: il mercato attende le survey di luglio per una stima più definitiva.
Sul fronte della domanda fisica, il quadro è invece nettamente più debole e crea una divergenza rispetto alla forza dei prezzi dei futures. Le macinazioni nordamericane del primo trimestre sono scese del 3,8% su base annua, mentre quelle europee hanno segnato un calo del 7,8%, il dato più basso per un primo trimestre negli ultimi 17 anni. Fa eccezione l’Asia, dove le macinazioni sono invece salite a sorpresa del 5,2%. Questa debolezza strutturale della domanda non sta però frenando il rally, segno che il mercato sta dando priorità al rischio di offerta futura rispetto ai dati di consumo correnti.
Sullo sfondo la variabile climatica pesa anche nello scenario di medio periodo: la conferma del pattern El Niño da parte dell’agenzia meteorologica giapponese, stima con una probabilità del 67% un evento particolarmente intenso e rafforza le attese di condizioni più calde e secche in Africa occidentale nei prossimi mesi. Questo scenario ha spinto gli analisti di StoneX a rivedere al ribasso le stime di surplus globale, un elemento che sostiene strutturalmente le quotazioni anche a fronte di una domanda fisica in contrazione.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future del cacao quotato all’ICEUS continua a recuperare terreno dopo un avvio di 2026 complicato. Nonostante una performance pari a circa il -15,7%, il contratto ha messo a segno un deciso +28% nell’ultimo mese, riportandosi su livelli tecnici che potrebbero rappresentare un passaggio cruciale per l’evoluzione del trend nel medio periodo.
Il movimento rialzista ha preso forma all’interno dell’area di accumulazione (box in azzurro), dove si è sviluppato un triangolo isoscele (in viola). Il breakout della figura è stato accompagnato da un incremento dei volumi, elemento che ha conferito maggiore solidità al segnale tecnico. Da quel momento il future ha accelerato rompendo la prima trendline ribassista (in rosso), il cui successivo retest ha favorito la costruzione di un doppio minimo (in verde) a rafforzare il quadro grafico.
La conferma del pattern è arrivata con il superamento della resistenza statica in area $ 4.255/t, passaggio che ha spinto le quotazioni fino al primo target in area $ 5.030/t, in corrispondenza della seconda trendline ribassista (in rosso). Quest’ultima rappresenta ora il principale trigger da monitorare: un breakout convincente segnerebbe un’inversione della struttura ribassista aprendo spazio verso obiettivi di medio periodo.
Dopo un’accelerazione così marcata, tuttavia, non è da escludere una fisiologica fase di consolidamento, utile ad assorbire gli eccessi dell’ultimo mese e costruire una nuova base di accumulazione prima di tentare ulteriori allunghi. In quest’ottica, eventuali prese di beneficio non comprometterebbero necessariamente il quadro costruttivo, purché i principali livelli di supporto conquistati rimangano intatti. Il focus resta quindi sulla seconda trendline ribassista, la cui violazione rappresenterebbe il segnale tecnico per trasformare il recente rimbalzo in una vera inversione di tendenza, mentre un temporaneo consolidamento potrebbe costituire soltanto una pausa all’interno del nuovo impulso rialzista.
