Disfatta SpaceX (-16%) miete una vittima illustre a Wall Street. Impazza la guerra dei talenti AI
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Non è una vera e propria Caporetto ma per SpaceX i giorni di gloria sembrano già ampiamente alle spalle. L’euforia dell’Ipo si è spenta e ha lasciato posto a un bagno di realtà che si concretizza nel crollo del 16% di ieri.
Dilapidato quasi tutto il rally post-Ipo
Sale a tre così la striscia di ribassi consecutivi. Quella di ieri è la peggiore giornata di contrattazioni e fa seguito al calo del 5% di mercoledì e del 3,6% di giovedì (venerdì i mercati statunitensi erano chiusi per festività). Il colosso aerospaziale di Elon Musk ha visto la capitalizzazione scivolare velocemente pco sopra i 2mila miliardi, ossia 1.000 miliardi in meno rispetto ai picchi toccati esattamente una settimana fa.
Dilapidato così gran parte del balzo post-Ipo. Adesso il titolo viaggia solo il 14% sopra rispetto al prezzo di Ipo di 135 dollari.
Primo bond targato SpaceX
Ieri è arrivata intanto l’annuncio della prima emissione obbligazionaria di SpaceX che intendere utilizzare i proventi netti derivanti dall’emissione obbligazionaria “per rimborsare integralmente i prestiti in essere nell’ambito del suo finanziamento ponte e per altre spese e commissioni correlate”. La società non ha rivelato l’ammontare dell’offerta, ma le indiscrezioni di settimana scorsa parlavano di un possibile ammontare di circa 20 miliardi di dollari.
Il prestito ponte era stato ottenuto all’inizio di quest’anno, quando SpaceX, guidata dal CEO Elon Musk, ha acquisito la startup xAI dello stesso Musk a febbraio.
Effetto domino, crolla anche Google
Ieri ad annaspare non è stata la sola SpaceX. Il mood negativo ha coinvolto le maggiori società tech, in particolare quelle più legate all’intelligenza artificiale e all’orbita SpaceX. Eì ad esempio il caso di Alphabet, crollata del 5%. La casa madre di Google detiene una quota consistente di quasi il 5% di SpaceX. Ma ad addensare nubi su Alpbabet, che segna un calo di oltre il 13% rispetto ai massimi storici toccati nella prima metà di maggio, è anche la preoccupante fuga di talenti AI.
Mountain View perde due big dell’AI
Nel giro di pochi giorni sono i andati via due uomini di spicco. Venerdì è arrivata la notizia dell’addio di John Jumper, vice presidente Engineering Fellow presso Google DeepMind, che ha condiviso il Premio Nobel per la Chimica 2024 per il suo lavoro sul modello proteina-struttura AlphaFold. Jumper lascerà l’azienda dopo quasi nove anni per accasarsi ad Anthropic. “Dopo quasi nove anni, ho deciso di lasciare Google DeepMind e unirmi ad Anthropic” ha detto Jumper.
Solo due giorni prima era arrivata anche l’uscita di Noam Shazeer, vice presidente dell’ingegneria di Google e co-responsabile dei modelli AI Gemini, accasatosi invece a OpenAI. Nel 2024 Google aveva speso 2,7 miliardi di dollari per riportare Shazeer tramite l’acquisizione di CharacterAI. “Una grande vittoria per OpenAI nelle guerre dei talenti dell’IA”, si legge su Axios.