Commodity della settimana: gas naturale, tra clima, stoccaggio e variabili geopolitiche
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Il mercato del gas naturale statunitense chiude una settimana in cui le forze ribassiste e quelle rialziste si sono bilanciate senza mai trovare una direzione definitiva, proseguendo la lunga fase laterale. Le quotazioni del future Nymex oscillano in un contesto in cui le scorte restano abbondanti rispetto alla media storica, ma le variabili geopolitiche — in particolare la riapertura dello Stretto di Hormuz — rimescolano le carte sul versante dei flussi globali di GNL. Versa sul fronte opposto il future europeo TTF, oggetto di un forte ribasso: di seguito il commento tecnico al grafico.
Mercato del gas naturale: la condizione di domanda ed offerta
Gas naturale che vive due contesti diametralmente opposti tra Europa e Usa. Gli stoccaggi statunitensti hanno infatti registrato un’iniezione di 73 miliardi di piedi cubici nella settimana al 12 giugno, in linea con la media quinquennale ma inferiore alle stime del consensus, che si attestavano attorno a 75-82 Bcf. Il ritmo è sensibilmente rallentato, un segnale che la dinamica di riempimento stagionale perde slancio senza tuttavia invertirsi. Secondo il Price Futures Group, il mercato sta bilanciando un’offerta robusta con una crescita graduale della domanda e con il surplus attuale che funge da cuscinetto contro eventuali picchi climatici, sebben al tempo stesso comprime le prospettive rialziste nel breve.
Il fronte della domanda interna si mostra ancora debole, con un consumo che scende del 5,9% rispetto all’anno precedente, in parte per effetto di condizioni meteorologiche favorevoli. Il Commodity Weather Group ha segnalato uno spostamento delle previsioni verso temperature sotto la media nel Midwest fino al 26 giugno, anche se le aspettative di caldo superiore alla norma si riaffermano da luglio inoltrato, sostenendo la domanda delle utility.
L’elemento geopolitico ha dominato invece la scena sui mercati europei. La firma del memorandum d’intesa interim tra Usa e Iran ha aperto prospettive di riapertura dello Stretto di Hormuz, con conseguente crollo dei prezzi europei verso i minimi da quasi due mesi. Rimangono tuttavia irrisolte le conseguenze a medio termine dei danni subiti dall’impianto di Ras Laffan in Qatar, che ha perso circa il 17% della capacità di esportazione e che da solo rappresenta il 20% dell’LNG mondiale.
Il posizionamento speculativo aggiunge un ulteriore elemento di instabilità tecnica al quadro, con il COT del 9 giugno che mostra l’operatività dei fondi in aumento lato short a 34.059 contratti, il livello più elevato in oltre due anni. Un eccesso di posizioni ribassiste di questa entità alimenta il rischio di short covering in caso di sorprese rialziste, come un dato meteo più caldo del previsto o un’iniezione inferiore alle attese.
Il punto tecnico sul grafico del future
Il future sul gas naturale TTF prosegue in un 2026 tutt’altro che lineare ed un risultato del +42% da inizio anno, nonostante un crollo del 45% dai massimi infrannuali. Questa performance fotografa un mercato altamente disordinato che ha vissuto fasi di accelerazione violenta legate ai momenti più concitati del conflitto in Medio Oriente, salvo poi ritracciare con altrettanta decisione.
La struttura grafica evidenzia una fase di deterioramento progressivo, dopo aver corretto dai massimi relativi oltre quota $ 74/MWh, il prezzo ha ripreso a salire all’interno di un canale rialzista (in arancione), mostrando un quadro apparentemente ordinato. La situazione è però mutata con la perdita del riferimento dinamico inferiore del canale, coincidente con la prima trendline rialzista (in blu): una doppia rottura che ha innescato un movimento ribassista violento, spingendo le quotazioni a testare e successivamente violare al ribasso anche la trendline inferiore, con il prezzo che ha raggiunto rapidamente il primo target, ottenuto replicando la distanza verticale del precedente canale.
Il secondo target è identificato dall’area del gap aperto (box in azzurro), ancora privo di copertura. Il Volume Profile rafforza questa lettura: la tenuta di $ 42/MWh risulta determinante, in quanto una sua perdita aprirebbe la strada verso $ 33,65/MWh, area di scarsa liquidità che costituisce il riferimento ribassista strutturale di medio periodo.
L’RSI a 14 periodi conferma l’impostazione direzionale negativa con la perdita del supporto dinamico (in verde) che ha rafforzato il momentum ribassista. Il supporto statico (in viola) rimane ancora distante, senza offrire segnali di potenziale accelerazione nell’immediato.
Il quadro complessivo resta orientato al ribasso, con un’eventuale invalidazione dello scenario che richiede il rientro delle quotazioni al di sopra dei livelli trigger chiave, attualmente poco probabile.
