Stellantis, non solo Maserati, Equita vede un partner anche per Alfa Romeo. Filosa. “Italia strategica”
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L’audizione del ceo di Stellantis Antonio Filosa davanti alle Commissioni Industria di Camera e Senato ha fornito alcuni ulteriori dettagli sull’implementazione del piano industriale di Stellantis in Italia. In linea con quanto presentato il 21 maggio, Pomigliano e Mirafiori saranno sempre più focalizzati sulla mobilità elettrica, con il sito campano destinato ad ospitare fino a tre nuovi modelli EV, mentre Atessa beneficerà di investimenti per circa 1 miliardo di euro per lo sviluppo di una nuova gamma di veicoli commerciali di grandi dimensioni.
A caccia di partner
Per Cassino, Filosa ha confermato che il rilancio passerà attraverso un partner industriale nell’ambito del piano di sviluppo di Maserati, il cui progetto strategico verrà presentato entro la fine dell’anno. È stato inoltre ribadito che non sono previste cessioni di asset e che Stellantis manterrà il controllo delle eventuali joint venture con una quota del 51%. Melfi, infine, sarà destinata alla produzione della nuova Alfa Romeo.
Secondo Banca Akros, il gruppo sta progressivamente definendo il proprio framework di investimenti in Italia, “con Maserati destinata a ricoprire un ruolo strategico come marchio premium italiano all’interno del portafoglio globale di Stellantis. Sul fronte delle partnership, sarebbero in corso valutazioni con due potenziali interlocutori per replicare in Italia il modello già adottato con Leapmotor in Spagna e Dongfeng in Francia, consentendo a partner industriali di utilizzare capacità produttiva oggi sottoutilizzata negli stabilimenti italiani, inclusi Cassino, Modena e Pomigliano”.
Anche Equita ritiene realistico lo scenario di un partner industriale per Maserati con l’obiettivo di condividere piattaforme e costi di sviluppo, elemento considerato fondamentale per il rilancio del marchio dopo il forte calo dei volumi registrato negli ultimi anni.
Anche per Alfa Romeo
Equita si spinge oltre spiegando che questa logica potrebbe non limitarsi a Maserati, ma estendersi anche ad Alfa Romeo, creando potenziali sinergie industriali e tecnologiche per entrambi i brand premium del gruppo. “Si tratterebbe di una soluzione coerente con la necessità di aumentare le economie di scala nel segmento premium, anche se i benefici concreti richiederanno tempi non brevi per emergere”.
Tra i nomi più frequentemente citati come possibili partner figura BYD, che in passato ha manifestato interesse per il marchio Maserati e sta valutando l’Italia tra le possibili sedi del suo secondo impianto europeo. Banca Akros non esclude tuttavia un rafforzamento delle collaborazioni già esistenti con altri costruttori, tra cui Jaguar Land Rover, partner già attivo nel segmento luxury.
Spunti operativi
Dal punto di vista operativo, il management ha indicato i primi segnali di recupero, con il ritorno alla crescita profittevole nel primo trimestre 2026 e una posizione di liquidità pari a 45 miliardi di euro. In Italia le immatricolazioni sono aumentate del 15%, mentre la crescita sottostante sarebbe stata pari a circa il 7% escludendo il contributo di Leapmotor. La produzione nazionale è salita del 16% e le immatricolazioni globali del gruppo del 12%, sostenute principalmente da Europa e Nord America.
Il tema energia
Resta tuttavia aperto il tema della competitività energetica. Filosa ha nuovamente sottolineato come il costo dell’energia in Italia sia più che doppio rispetto a Francia e Spagna, rappresentando un elemento strutturale di svantaggio per il sistema industriale nazionale e per la competitività degli impianti italiani di Stellantis.
Marchi e produzione
Filosa ha ribadito che l’Italia resterà un pilastro produttivo del gruppo, con una specializzazione degli stabilimenti: le auto piccole concentrate a Mirafiori e Pomigliano, i modelli di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, e i veicoli commerciali ad Atessa. Un assetto che punta a razionalizzare la produzione, ma anche a valorizzare le competenze industriali presenti nel Paese. Sul fronte dei marchi, il manager conferma il ruolo centrale di Fiat come brand globale per volumi, il rilancio di Lancia in sinergia con lo stesso marchio, il rafforzamento di Alfa Romeo su segmenti medio-alti e il piano per Maserati, per cui è atteso un progetto industriale entro fine anno a Modena, con due nuovi modelli nel segmento delle ammiraglie. Confermata a Termoli la produzione di cambi e motori per compensare la fine del progetto gigafactory per le batterie. Filosa ricorda anche sono in definizione le partnership per Cassino e Modena, oltre a Pomigliano per lo sviluppo delle e-car.
I robotaxi
Sempre ieri è arrivato poi l’annuncio dell’accordo con Wayve e Uber per esplorare, sviluppare e distribuire a livello globale una flotta di robotaxi a guida autonoma di livello 4.