Report KKR: il boom della produttività AI è solo all’inizio ma crescita concentrata in pochi settori
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Il gigante americano del private equity KKR considera l’attuale boom di investimenti e produttività legato all’intelligenza artificiale solo all’inizio, ma il rischio è che il mercato tenda a concentrare la crescita solo in alcuni settori.
È quanto si legge nel report di metà anno pubblicato ieri dalla società con sede a New York. Tra gli altri temi trattati, la fine del ciclo dei tagli dei tassi e il posizione di fronte ad un’inflazione prevista elevata per un periodo prolungato.
- Il Divergence Conundrum: concentrazione crescita come non si vedeva da fine 800
- L’economia a forma di K. Inflazione prevista più alta e più a lungo
- Il capitolo AI: spese in conto capitale guidano la crescita
- L’ecosistema di Anthropic citato come validazione del ciclo di spesa AI
- OpenAI potrebbe abbattere i prezzi per competere con Anthropic
Il Divergence Conundrum: concentrazione crescita come non si vedeva da fine 800
KKR battezza l’attuale fase economica “Divergence Conundrum”, ossia il rebus della divergenza, per definire un panorama d’investimento in cui alcuni settori sono “affamati” di capitale mentre altri nuotano nell’abbondanza. Il motore di fondo resta il boom di produttività globale, che secondo KKR durerà più a lungo delle attese, ma la crescita si concentrerà in pochissimi comparti come tecnologia, servizi di fascia alta e spesa pubblica, risultando più “estrema” di qualunque cosa vista dalla seconda rivoluzione industriale degli anni 1870, come ha scritto Henry H. McVey, il principale curatore del report.
La tesi centrale è che si stia consolidando un “cambio di regime” per l’asset allocation: si è usciti dall’era di bassa crescita, bassa inflazione e politiche monetarie accomodanti, e si sta entrando in un mondo a PIL nominale più alto, dove i titoli di Stato a lunga scadenza non funzionano più come ammortizzatori dei portafogli.
I settori che si affermeranno più di altri nel lungo periodo, si legge nel report, dovrebbero essere quello della difesa e dell’energia. “Esiste un’attenzione diffusa e crescente verso la sicurezza e la resilienza delle catene di approvvigionamento in tutti i paesi e settori, nonostante il rincaro dei costi dei fattori produttivi”.
L’economia a forma di K. Inflazione prevista più alta e più a lungo
Queste premesse si manifesteranno in un’economia a “a forma di K” su crescita, mercati e prezzi, in cui anche l’inflazione è diseguale: dal febbraio 2020 il 40% più povero della popolazione ha subìto un’inflazione cumulata superiore di circa 65 punti base alla media, mentre il 20% più ricco ne ha sperimentata 75 in meno. La casa è il principale driver, pesando quasi metà della spesa delle famiglie a basso reddito.
I punti principali su cui il punto di vista di KKR si è evoluto sono diversi. L’ inflazione viene vista più alta e più a lungo: la previsione 2026 per il CPI USA sale al 3,6%, più elevata del consenso del 3,3%. A questo si accompagna la fine del ciclo di tagli ai tassi di interesse: rimosso l’unico taglio dei tassi previsto per il 2026, la Fed guidata da Kevin Warsh resta ferma, con un solo taglio nel 2027.
Difesa ed energia saranno quindi i probabili vincitori di lungo periodo, e il fatto che la produttività, come già detto, sarà trainata dai servizi, non dai beni, con la spinta dell’AI considerata ancora agli inizi.
Il capitolo AI: spese in conto capitale guidano la crescita
Il punto centrale della tesi di KKR è che la spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale non sia più solo una storia di capitalizzazione di borsa ma sia diventata abbastanza grande da influenzare il PIL. Lo dimostrano dati come il capex tech USA, passato dal 5,2% del PIL nel marzo 2025 al 5,8% dodici mesi dopo.
Se reggessero le correlazioni storiche con le vendite di GPU per data center di NVIDIA, il capex legato alla tecnologia potrebbe avvicinarsi al 9% del PIL.
Nel primo trimestre 2026, il capex tech ha contribuito a oltre il 100% della crescita del PIL, mentre la “vecchia economia”, ossia beni e commercio, si contraeva.
KKR prevede che il capex tecnologico cresca del 18,4% nel 2026 e del 18,0% nel 2027, mentre il resto degli investimenti non residenziali resterà negativo.
Il report sostiene che la parte AI del ciclo di produttività sia ancora nelle fasi iniziali. L’osservazione dei mercati asiatici ha rafforzato la convinzione nel paradosso di Jevons: man mano che il costo dell’AI scende, l’uso aumenta, e la domanda di calcolo, energia e infrastrutture abilitanti si espande invece di contrarsi.
L’ecosistema di Anthropic citato come validazione del ciclo di spesa AI
Il report dedica spazio al passaggio da scetticismo a validazione del ciclo di spesa, citando esplicitamente l’ecosistema di Anthropic. L’introduzione di Mythos, l’ultimissimo modello della società guidata da Dario Amodei, e la rapida crescita dei ricavi ricorrenti annualizzati (ARR) di Anthropic suggeriscono che i modelli di frontiera continuano a fornire guadagni di capacità significativi.
Il crollo della disponibilità di GPU dall’inizio dell’anno indica che la domanda di calcolo accelera in un ambiente ancora vincolato dal lato dell’offerta.
L’economia dei token sta migliorando: il costo per token, l’unità di misura con cui si calcola l’utilizzo di AI, cala lungo tutta la filiera mentre il prezzo dei token dei modelli di frontiera si stabilizza. Questo crea un percorso credibile perché l’uso dell’AI scali senza compromettere strutturalmente i margini degli hyperscaler, cruciale in un mondo di “AI agentica” dove i flussi di lavoro autonomi potrebbero far esplodere la domanda di token.
OpenAI potrebbe abbattere i prezzi per competere con Anthropic
Nella competizione senza esclusione di colpi per assicurarsi il primato nel mercato OpenAI, la società che sviluppa il modello Chat GPT, starebbe considerando di operare un forte taglio ai prezzi dei suoi prodotti di intelligneza artificiale. Come riportato da fonti del Wall Street Journal “la società sta soppesando un significativo taglio a quanto viene fatto pagare per l’utilizzo dei token”, una mossa che verrebbe operata “in previsione di simili tagli che la società si aspetta da Anthropic”.
Entrambe le società dovrebbero sbarcare a Wall Street entro quest’anno.