Stellantis, il piano da 60 miliardi non convince il mercato. Il titolo sbanda (-6%), poi recupera, ma resta in rosso
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Debutto in salita per il piano Stellantis accolto male dal mercato. Il titolo, al lancio dei dettagli, perde oltre il 6% per poi recuperare terreno in area 6,25 euro (-2,8%). Il cuore della nuova strategia “FaSTLAne” prevede il lancio di oltre 60 nuovi veicoli e 50 importanti aggiornamenti entro il 2030, coprendo tutti i marchi e le motorizzazioni. L’azienda introdurrà 29 veicoli completamente elettrici a batteria, 15 veicoli ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 veicoli ibridi elettrici e 39 veicoli a motore a combustione interna o mild hybrid.
Tra Medioriente e Africa il 40% dei ricavi del gruppo, in Europa il ridimensionamento no prevede la chiusura di stabilimenti.
“Questo piano è radicato nella realtà. E’il risultato di mesi di lavoro meticoloso in tutta l’azienda ed e stato concepito per creare le condizioni per una crescita redditizia e sostenibile”. ha detto il ceo di Stellantis Antonio Filosa
Gli investimenti
Stellantis destinerà il 70% degli investimenti in marchi e prodotti a quattro brand globali — Jeep, Ram, Peugeot e FIAT — oltre alla sua unità di veicoli commerciali Pro One. L’azienda prevede di investire oltre 24 miliardi, pari al 40% della spesa totale in ricerca e sviluppo e investimenti in conto capitale, in piattaforme globali, motorizzazioni e nuove tecnologie.
Il 70% degli investimenti del piano per marchi e prodotti sarà destinato a Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, nonché a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali di Stellantis . I cinque marchi regionali dell’azienda, Chrysler, Dodge, Citroen, Opel e Alfa Romeo, ognuno molto forte nei rispettivi mercati, beneficeranno degli stessi asset globali, accrescendo la distintività dei marchi per soddisfare al meglio i clienti. Infine, gli storici marchi Ds e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroen e Fiat sviluppati come marchi specializzati
Lo sviluppo per aree
In Europa, la capacita’ dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unita’, attraverso la riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid e Saragozza, in Spagna, e a Rennes, in Francia), con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali nel settore manifatturiero. L’utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60 per cento all’80 per cento nel 2030. Negli Stati Uniti, l’incremento di produzione dovrebbe migliorare la capacità di utilizzo all’80% nel 2030. In Medio Oriente e Africa, il piano prevede la localizzazione dei prodotti che guideranno il pieno utilizzo della capacita’ entro il 2030
In Sud America, l’Azienda punta a una crescita dei ricavi del 10% e un margine AOI dell’8-10% basandosi sulla sua leadership in Brasile e Argentina, lanciando un’offensiva di ripresa e crescendo in altri paesi della regione – spiega ancora il gruppo -. In Medio Oriente e Africa, l’azienda mira a una crescita dei ricavi del 40%, e un margine AOI del 10-12% guidato dalla localizzazione dei prodotti e dall’aumento delle interessi dalle partnership asiatiche.
Maserati core
Stellantis prevede di rafforzare il futuro di Maserati, un marchio di puro lusso, forte di una relazione unica con i clienti e di una gamma di prodotti altamente competitivi e di grande rilievo, che si amplifica con due nuovi modelli del segmento. Una roadmap dettagliata sarà condivisa a Modena nel dicembre 2026. “Ogni marchio di Stellantis svolgerà un ruolo chiaro nel rispetto dei nostri impegni FaSTLAne 2030”, ha dichiarato Filosa
Il taglio dei costi
Il Programma di Creazione di Valore dell’azienda punta a conseguire una riduzione annuale dei costi di 6 miliardi entro il 2028, rispetto al 2025. Si prevede un miglioramento del tasso di utilizzo della capacità produttiva in tutte le regioni, con una riduzione della capacità europea di oltre 800.000 unità attraverso la riconversione degli impianti e le partnership.
Il costruttore ha presentato STLA One, una nuova architettura modulare per veicoli che sarà lanciata nel 2027 con l’obiettivo di ridurre i costi del 20%. Entro il 2030, Stellantis prevede che il 50% dei volumi annuali globali venga prodotto su tre piattaforme globali, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%.
Le partnership e la Cina
L’azienda “sta stipulando nuove partnership o espandendo quelle esistenti, co-sviluppando e co-finanziando prodotti per accedere a nuovi mercati, ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l’utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento”. Attraverso Leapmotor International, di proprietà al 51% di Stellantis , l’azienda “ha costruito una collaborazione commerciale rivoluzionaria con una portata globale in crescita. Guardando al futuro, Stellantis e Leapmotor intendono unire le forze anche negli acquisti, facendo leva sui loro fornitori e migliorando la competitività dei costi. Hanno anche in programma di cooperare a livello industriale, a partire dai piani per condividere la capacità produttiva negli impianti di Madrid e Saragozza (Spagna), in linea con i futuri requisiti del Made in Europa”.
Con il partner storico Dongfeng, Stellantis “sta lanciando una nuova era di cooperazione nell’ambito della joint venture DPCA con sede in Cina, per produrre due Peugeot e due Jeep in vendita in Cina e in altre regioni”. Inoltre, l‘azienda intende creare una joint europea con Dongfeng, “di proprietà al 51% di Stellantis , per collaborare alla distribuzione, all’ingegneria, all’approvvigionamento e alla condivisione della capacità, iniziando con un progetto nello stabilimento di Rennes (Francia) in linea con i futuri requisiti del “Made in Europe”.