Rubriche e analisi Commodity della settimana: gas naturale TTF, tregua fragile e stoccaggi bassi tengono alta la tensione

Commodity della settimana: gas naturale TTF, tregua fragile e stoccaggi bassi tengono alta la tensione

8 Maggio 2026 09:56

Gas naturale che resta fortemente condizionato dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, anche se nelle ultime sedute il mercato ha provato a stabilizzarsi dopo la violenta impennata legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il tema centrale si riflette non tanto sull’emergenza immediata delle forniture europee, quanto sulla combinazione tra stoccaggi ancora modesti, competizione globale per il GNL e rischio che la crisi si prolunghi mentre l’Europa deve ricostruire le scorte per il prossimo inverno. Di seguito il commento tecnico al grafico del future TTF.

Mercato del gas naturale: la condizione di domanda e offerta

Secondo Reuters, il mercato ha parzialmente ridotto il premio al rischio dopo le indiscrezioni su un possibile accordo temporaneo tra Stati Uniti e Iran, con Teheran chiamata a rispondere ad una proposta nei prossimi giorni. L’ipotesi di una graduale riapertura di Hormuz ha offerto un primo sollievo, ma il quadro resta molto fragile: il corridoio energetico è di fatto bloccato da entrambe le parti e la sola prospettiva di una normalizzazione non basta a cancellare i timori sul lato dell’offerta.

Nel report di MPS del 6 maggio si sottolinea che, pur essendo oggi meno dipendente dal Medio Oriente rispetto alla dipendenza che aveva dalla Russia, le scorte UE sono ai livelli più bassi dal 2022 e il margine di manovra resta limitato. Inoltre, le importazioni europee di GNL, molto elevate a inizio anno, sono recentemente tornate in linea con la media quinquennale: più a lungo durerà il conflitto, più l’Europa dovrà offrire prezzi elevati per competere con gli acquirenti asiatici. In questo contesto, da un lato gran parte del gas del Golfo è diretto verso l’Asia e, proprio per questo, qualsiasi blocco di Hormuz riduce l’offerta disponibile sul mercato globale del GNL rendendo più difficile per l’Europa attrarre cargo; dall’altro, il danno agli impianti qatarioti non si riassorbirebbe rapidamente: sempre secondo MPS, anche in uno scenario di cessazione delle ostilità entro poche settimane, servirebbero tempi lunghi per tornare ai livelli produttivi pre-conflitto. MPS evidenzia anche che, con una probabilità superiore al 60%, è atteso tra maggio e luglio l’insorgere di El Niño, scenario che potrebbe tradursi in un’estate europea più calda e quindi in maggiore domanda per il raffreddamento proprio durante la stagione di stoccaggio. In altre parole, la fase di refill potrebbe richiedere prezzi del gas più alti del normale.

Sul fronte statunitense, Reuters e LSEG descrivono invece un mercato più tranquillo. I future USA hanno reagito con minore intensità rispetto al TTF, anche perché la produzione domestica resta elevata e i flussi verso gli impianti LNG sono scesi a maggio durante la stagione di manutenzione. Secondo LSEG, la domanda complessiva, export inclusi, è attesa in calo nelle prossime settimane mentre gli stoccaggi USA restano su livelli relativamente gestibili rispetto al quadro europeo.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sul gas naturale TTF presenta una performance brillante, pari a circa +50%, ma inserita in un contesto di elevata instabilità. Il quadro tecnico evidenzia infatti un mercato fortemente condizionato dalle dinamiche geopolitiche, con movimenti ampi e spesso discontinui che rendono la lettura del trend più complessa.

La svolta grafica è arrivata con la rottura del wedge ribassista (in arancione) che aveva caratterizzato l’ultima gamba discendente. Il breakout ha innescato un’inversione significativa, rafforzata dal superamento della trendline ribassista di lungo periodo (in rosso). Questo passaggio ha ridefinito la struttura dei prezzi, portando alla costruzione di una nuova trendline rialzista (in blu) che attualmente funge da riferimento dinamico.

Le oscillazioni osservate nel corso del 2026 riflettono la forte sensibilità del TTF agli sviluppi geopolitici, con accelerazioni improvvise seguite da rapide correzioni. In questo scenario, la lettura dei volumi assume un ruolo centrale: l’incremento medio degli scambi, pur in presenza di movimenti erratici, suggerisce un interesse crescente da parte degli operatori.

Sul fronte dell’RSI a 14 periodi si presenta un comportamento coerente con il contesto descritto, evidenziando una fase di compressione che potrebbe anticipare un movimento direzionale più deciso. Il breakout dei livelli chiave rappresenterebbe un segnale anticipatore, utile per ricercare una direzionalità.

La struttura di fondo resta subordinata alla capacità del mercato di assorbire la volatilità e confermare i livelli dinamici chiave, in un contesto dove i driver esogeni continuano a giocare un ruolo determinante.